Continuano a crescere i contagi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i positivi sono aumentati di 5.372 (ieri erano stati 4.458), con 28 morti. I tamponi, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 129.471. Il terzo picco picco in tre giorni. L’onda dei contagi continua la sua scalata con i ritmi della fase di emergenza di sei mesi fa anche se il rapporto tra ricoveri e ricoveri in terapia intensiva è molto diverso. Almeno per ora. Certo è che il peggioramento è ormai conclamato.

Nessuna regione in Italia oggi è a zero nuovi casi. Il Molise è quella che registra meno contagi odierni con 11 nuovi casi. La Lombardia registra invece 983 nuovi casi, a seguire la Campania con 769, Veneto 595, Toscana 483, Piemonte 401, Lazio 387, Emilia-Romagna 276, Puglia 249, Sicilia 233, Liguria 196, Umbria 151, Friuli-Venezia Giulia 146, Sardegna 134, Abruzzo 103, la provincia autonoma di Bolzano 85, Marche 49, Calabria 42, provincia autonoma di Trento 39, Basilicata 22, Valle d’Aosta 18. Lieve aumento dei guariti + 1.186 nelle ultime 24 ore: il totale da inizio pandemia sale a 237.549 guariti. Dopo il balzo precedente, con la curva già salita di un quasi mille di casi rispetto al trend giornaliero, l’ultimo bollettino alza ulteriormente l’asticella: 5.372 e numeri simili non si vedevano dai momenti più duri. Anche se bisogna considerare che i numeri di marzo e aprile rispecchiavano quasi integralmente le persone che era ricoverate e/o con sintomi conclamati di Covid, mentre ora bisogna considerare che con l’estensione dei numeri di tamponi si intercetta un alto numero di asintomatici (che sono infettivi anche se non malati).

Nel conto bisogna anche inserire i tamponi di controllo di molti positivi: quelli che non si negativizzano ovviamente vengono conteggiati. E anche i numeri dei morti non sono paragonabili a quelli della primavera scorso: 28 a fronte delle centinaia di vittime registrate nelle settimane più dure e dolorose. Ma con il virus che continua a fare malati – ora tanti anche al Centro e al Sud – in alcuni territori sono scattati i primi mini-lockdown come a Latina, con un’ordinanza ad hoc della Regione Lazio. Mentre oggi il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha minacciato la chiusura totale nel caso i contagi dovessero continuare a salire. Già ieri era arrivata la richiesta del Comitato Tecnico Scientifico di rimodulare i protocolli su alcune manifestazioni già previste: prime fra tutte, per ordine di tempo, il corteo dei negazionisti sabato a Roma e domenica la marcia della Pace ad Assisi. Bisognerà capire che risultati daranno le disposizioni previste dal Dpcm che lascia alle Regioni la libertà di disporre altre strette: l’obiettivo è scongiurare il blocco delle attività produttive nel Paese e la vera linea di confronto è soprattutto la situazione delle terapie intensive.

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I pazienti in terapia intensiva sono aumentati di altre 29 unità nelle ultime 24 ore portando il totale a 387. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece cresciuti di 161 unità, arrivando a 4.086. Gli attualmente positivi hanno sfondato la soglia dei 70mila: sono ora 70.110, con un incremento di 4.158 in un giorno, mentre i guariti in più sono solo 1.186 per un totale di 237.549. In aumento di quasi 4mila anche i positivi in isolamento domiciliare, che sono ora 65.637. Sono il Lazio con 853 e la Campania con 576 le regioni in cui si è registrato il numero più alto di ricoverati con sintomi e anche il numero più alto di ricoveri in terapia intensiva rispettivamente 57 e 63. A seguire l’elenco delle regioni con più ricoverati con sintomi Sicilia (376), Lombardia (371), Piemonte (345) e Puglia (300). “Bisogna mantenere alta l’attenzione ci attenderanno settimane molto difficili – dice l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – Nel Lazio il valore Rt è a 1.19, il rapporti positivi/tamponi pari al 2.7%”.

I dati della Lombardia, duramente colpita nella prima ondata dell’epidemia, preoccupano il governatore Attilio Fontana: “Oggi cari lombardi, soprattutto giovani, ho bisogno di tutta la vostra attenzione e la vostra collaborazione. La nostra regione sta andando meglio rispetto ad altre, ma i contagi sono in crescita, e lo vedete. Devo chiedervi più attenzione e responsabilità: distanza, lavaggio delle mani, mascherine. Tra amici, al ristorante, fuori la sera, a scuola, in piazza. Questa nuova normalità in cui ci troviamo richiede il lavoro di tutti. Pensate ai vostri genitori, ai vostri nonni, agli amici, a voi stessi. Questa lotta ci vede tutti indispensabili, ho bisogno della vostra collaborazione – dice il presidente in un appello su Facebook nel giorno in cui la regione registra 983 nuovi casi di positività – L’andamento della curva epidemiologica del Covid-19 in Lombardia sta risalendo. Mi rivolgo a voi in particolare – dice rivolgendosi ai giovani – perché dall’analisi dei dati è emerso che a differenza di quanto accaduto ad inizio pandemia ora la fascia di età più suscettibile al contagio è quella che va dai 20 ai 29 anni (a marzo era dai 70 ai 79) e le occasioni di diffusione sono le attività legate al tempo libero. Contrariamente a quanto accadeva nel periodo di picco dell’espansione del virus, a un sempre maggiore numero di positivi, fortunatamente non assistiamo a una crescita esponenziale dei ricoveri e delle terapie intensive, ma questo non ci tranquillizza, dobbiamo tenere alta la guardia… Se è vero che è migliorata la nostra capacità di tracciamento, isolamento e spegnimento dei focolai – prosegue Fontana – è altrettanto vero che non conosciamo ancora abbastanza questo virus per scongiurare il pericolo che rapidamente la situazione possa precipitare”.

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