“Chi materialmente ha picchiato Willy è stato Gabriele Bianchi, che dapprima gli ha dato un calcio in pancia, quindi Willy si è accasciato a terra. Dopodiché si è rialzato ed è stato colpito nuovamente da Gabriele”. Monteiro Duarte, “rovinava a terra e perdeva sangue dalla bocca”. Il racconto di Faiza R. è quello più dettagliato. Stralci della testimonianza di una delle ragazze presenti la notte fra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro, in provincia di Roma, sono contenuti nell’ordinanza di convalida dell’arresto di Gabriele e Marco Bianchi, Matteo Pincarelli e Francesco Belleggia, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte. La ragazza è la stessa che ha cercato anche di soccorrere, invano, il giovane. In totale, sono almeno cinque le deposizioni che individuano nei “gemelli” Bianchi – come sono conosciuti i due fratelli nei comuni dei Castelli romani, nonostante abbiano età diverse – tra i presenti al pestaggio del giovane di Paliano. Testimonianze che ora consentono di ricostruire la dinamica dei fatti. Un’aggressione avvenuta per “futili motivi”, scrive il gip di Velletri, Giuseppe Boccarato, da parte di soggetti dei quali si rileva la “incapacità di autocontrollo” e la “sostanziale indifferenza alle iniziative processuali intraprese nei loro confronti”. Una posizione dalla quale si distingue Belleggia – l’unico ai domiciliari – dopo aver collaborato con gli inquirenti e aver spiegato che Willy “non c’entrava nulla – sintetizza il giudice – ed era stato violentemente repentinamente colpito solo in quanto si era trovato nella ressa creatasi intorno a Belleggia e allo Zuma”.

Chi ha infierito su Willy: Gabriele, Marco o Mario? – Determinante sarà capire chi ha picchiato effettivamente Willy e chi ha infierito sul ragazzo già a terra. Faiza incolpa Gabriele, ma Belleggia, che in teoria farebbe parte del “branco” dell’Audi, insiste su Marco. I due fratelli sono molto simili fisicamente, hanno un anno di differenza e vengono definiti “gemelli”. Marco indossava una polo verde, Gabriele una camicia blu. Secondo il racconto di Emanuele C., il ragazzo con cui Willy si trovava quando è intervenuto cercando di fare da paciere, i due sarebbero stati colpiti “mentre stavamo andando via, senza poterci rendere conto di nulla”. “Marco Bianchi va verso Willy – ha raccontato Bellegia – e gli tira un calcio e lui cade all’indietro, Gabriele Bianchi picchia l’amico di Willy… Willy era a poca distanza, Marco gli sferra un calcio sul petto diretto, Willy cade indietro sulla macchina e Gabriele si dirige verso l’amico di Willy picchiandolo”. Ma non è tutto, perché “Mario Pincarelli dicono abbia dato colpi a Willy mentre era a terra. Mario era accanto a me, dopo l’arrivo dei Bianchi interviene nella rissa. Dentro la macchina eravamo io, Marco, Gabriele, Vittorio, Omar e Michele, tutti hanno detto che Pincarelli aveva dato pugni a Willy”. Qui il racconto di Bellegia combacia con quello di Faiza, anche se la ragazza tira di nuovo in ballo Gabriele: “L’ha picchiato da terra per qualche istante dopodiché quando è arrivata la sicurezza dei locali lui è scappato insieme agli altri”.

L’amico: “Willy preso da spasmi, tipo delle convulsioni” – Emanuele ha raccontato ai giudici che, dopo il primo alterco fra Pincarelli e Zurma, finito con una spinta o forse un pugno, il ragazzo aveva “cercato di dissuadere Willy dall’interessarsi alla vicenda, aggiungendo che ritenevo opportuno andarcene a casa”. A quel punto “Willy mi assecondava e ci incamminavamo verso la sua auto”. A quel punto “senza che io e Willy potessimo accorgerci di cio’ che stava accadendo venivamo entrambi aggrediti da alcuni ragazzi”. Emanuele ricorda “l’immagine di Willy steso a terra, circondato da quattro o cinque ragazzi che lo colpivano violentemente con calci e pugni”. Secondo Federico, invece, “qualcuno mi urlava che il mio amico Willy si trovava steso a terra ed io, facendomi spazio tra la gente, in effetti notavo Willy a terra sul marciapiede, preso da spasmi tipo delle convulsioni”. Anche Matteo L. e Alessandro R. confermano la versione secondo cui i Bianchi si siano accaniti su Monteiro Duarte: “Ho un vivido ricordo di un paio di loro, non ricordo però chi di preciso, che addirittura saltavano sopra al corpo di Willy steso in terra e già inerme”.

Il profilo dei “gemelli”: “Incapaci di resistere agli impulsi violenti” – È il gip Boccarato, nelle conclusioni, a disegnare l’identikit psicologico dei tre presunti assassini rimasti in carcere. E, in particolare, dei fratelli Bianchi “i quali, ancora nel corso dell’interrogatorio, minimizzavano il fatto assegnandolo alla responsabilità di terzi”. Una condizione che “impone senza dubbio di applicare la severa cautela richiesta dal pm, l’unica in grado di porre concreto ed effettivo argine al pericolo di reiterazione di condotte violente quali quella per cui si procede, giustificata dalla manifesta incapacità di resistere agli impulsi violenti dai tre”. I Bianchi e Pincarelli non sono stati frenati “neppure dalla presenza di numerosi testimoni e dalla breve distanza che separava il luogo dell’aggressione dalla caserma dei carabinieri”. Il giudice ricorda anche come “Gabriele Bianchi riporti tre procedimenti a suo carico per lesioni personali e per porto d’armi” mentre Marco Bianchi “riporti cinque procedimenti a suo carico, tutti per lesioni personali”.

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