L’arrivo del suv dell’Audi, cinque tizi che picchiano chiunque si avvicini loro. E a un certo punto si concentrano su un ragazzo: Willy Monteiro Duarte. Dalle parole di chi era presente, quella non sembra essere solo una rissa ma un pestaggio senza fine: “Ho un vivido ricordo di un paio di loro, non ricordo però chi di preciso, che addirittura saltavano sopra il corpo di Willy in terra e già inerme”, mette a verbale uno dei presenti. I pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi. E comincia ad essere più chiaro il caso di Colleferro, la cittadina dove la notte tra sabato e domenica il giovane di 21 anni è stato ucciso a calci e pugni. In 14 pagine di ordinanza il gip di Velletri mette in ordine le testimonianze delle persone presenti nei pressi del pub Due di picche: dagli amici che quella sera erano usciti con Willy, a quelli che hanno osservato tutta la scena. Incrociando le testimonianze, il giudice spiega perché ha deciso di convalidare la detenzione in carcere per i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e per Mario Pincarelli. Francesco Belleggia, invece, va agli arresti domiciliari: è uno dei cinque indagati, l’unico che ieri ha smentito la ricostruzione dei fratelli Bianchi. I due avevano negato di aver toccato Monteiro Duarte.

Riconosciuta l’aggravante dei futili motivi – Agli investigatori Belleggia ha reso un altro racconto: “Picchiavano selvaggiamente chi era sul posto” poi hanno colpito “Willy repentinamente con un calcio al torace”. Secondo quanto ricostruito i fratelli Bianchi, Pincarelli e un altra persona sono arrivati sul posto chiamati da un amico perchè si era determinata una pesante lite tra alcuni amici di Willy e Belleggia a causa di alcuni commenti fatti nei confronti di una ragazza. I fratelli Bianchi e PIncarelli arrivano a lite sedata ma, come testimonia lo stesso Belleggia, sono accusati di aver cominciato a “picchiare selvaggiamente” chiunque capitasse a tiro per poi infierire su Willy. Per questo motivo il giudice Giuseppe Boccarato ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi “connessi a una lite all’interno di un locale”, e “approfittando di circostanze di temo, ora notturna tali da ostacolare la privata difesa”.

“Non si è riuscito più a rialzare” – La ricostruzione dell’indagato Belleggia, infatti, è stata confermata da diversi testimoni, alcuni dei quali hanno trascorso tutta la sera con Willy. “Ho visto sopraggiungere ‘a palla un’auto di grossa cilindrata. Sono scese 5 persone che si sono lanciate contro delle chiunque capitasse a tiro sferrando calci e pugni e poi si accanivano contro Willy“, è il racconto di uno dei presenti, Matteo L. Il giovane all’inizio tenta di rialzarsi: “Willy che era vicino a me, è stato picchiato selvaggiamente e si era rialzato”, ma poi “è stato colpito ripetutamente ed è caduto a terra, dove è stato picchiato con calci e pugni”. Il testimone continua: “Mentre era in terra hanno proseguito a sferrare calci e pugni contro Willy tanto che non si è riuscito più a rialzare“. Un altro dei testimoni spiega: “Ricordo subito l’immagine di Willy, steso a terra, circondato da quattro o cinque ragazzi che lo colpivano violentemente con calci e pugni. Non riesco a quantificare il tempo dell’aggressione ma posso solo dire che la violenza dei colpi subìti da me e Willy era inaudita”. Ma chi erano i picchiatori? Un altro dei ragazzi presenti non ha dubbi: “Tra gli aggressori di Willy sono certo ci fossero i fratelli Bianchi e Pincarelli. C’era una quarta persona che aveva il braccio ingessato e che è sceso con gli altri dal Sub”.

“Gli aggressori continuavano a passargli sopra con i piedi” – Tutto comincia intorno alle 3 di notte quando Monteiro Duarte e i suoi amici decidono di lasciare il locale: “Abbiamo notato un gruppetto di circa 10 persone che stavano discutendo animatamente tra loro Willy, dopo aver riconosciuto un suo amico in quel gruppo, si è avvicinato a quest’ultimo per chiedere spiegazioni su cosa stesse succedendo. Ad un certo punto, è giunta una macchina Audi di colore nero, da cui scendevano alcuni ragazzi, forse 4 o 5, che si avvicinavano al gruppo. Uno di questi ha colpito subito Willy con un calcio al torace facendolo cadere a terra. Willy si è rialzato andando contro il giovane che lo aveva colpito”, è il racconto di Marco R., uno dei testimoni. Che ha poi aggiunto di aver “notato Willy disteso a terra e il gruppetto di giovani con l’Audi si era già allontanato”. Un altro dei presenti, Emanuele C., poi ha aggiunto: “Ricordo che mentre il mio amico Willy giaceva a terra, gli aggressori continuavano a passargli sopra con i piedi”. Quindi i picchiatori si dileguano. E gli amici di Willy si accorgono che l’amico sta male:”Qualcuno mi urlava che il mio amico Willy, coinvolto nel parapiglia, si trovava steso a terra ed io, facendomi spazio tra la gente, in effetti notavo Willy a terra sul marciapiede preso da spasmi tipo delle convulsioni. Attorno a lui c’era una moltitudine di persone e ricordo che qualcuno ha provato a soccorrerlo e rianimarlo”.

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“Non giudicateli dalle foto”. Parla la madre dei fratelli Bianchi, accusati della morte di Willy Monteiro: “Se hanno sbagliato devono pagare”

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Colleferro, eseguita l’autopsia sul corpo di Willy Monteiro: “Morte causata da più lesioni. Servono altri esami, ma quadro è già chiaro”

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