Erano appena scesi dal vagone del treno, quando la capotreno ha invitato un passeggero a indossare la mascherina. Ma lui l’ha afferrata per un braccio e l’ha spinta in un angolo buio della stazione Tiburtina, a Roma, dove ha tentato di violentarla. La capotreno è riuscita a salvarsi urlando e richiamando l’attenzione degli agenti della Polizia Ferroviaria. L’episodio è avvenuto lunedì 31 agosto, verso le 14. Il ragazzo, un nigeriano di 24 anni, è stato processato per direttissima e condannato a quattro anni e due mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale.

Come riportato dal Corriere della Sera, una volta arrestato è emerso che, in passato, il 24enne ha fornito almeno cinque identità diverse. In questo caso è stato condannato con il nome di Kelvin Imoesala, ultima identità fornita. In un’occasione si era presentato come Imoisili Kelvin, nato in Nigeria ma il 15 ottobre del 1990. Con queste generalità è risultato anche titolare di un permesso di soggiorno.

Il treno su cui viaggiava l’uomo era arrivato in stazione da Tivoli pochi minuti prima delle 14. Quando la capotreno è scesa a terra, scrive sempre il Corriere, il 24enne l’ha seguita e ha accelerato il passo per raggiungerla tra la folla. Quando la capotreno lo ha visto accanto, lo ha invitato a indossare la mascherina, ma lui l’ha spinta e ha provato a violentarla.

La condanna è stata chiesta dalla pm Claudia Alberti. A pronunciare la sentenza, è stata la sezione collegiale feriale riunita per il processo in direttissima.

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