“Spero sia solo un errore, tra l’altro non voluto. Mi auguro che qualcuno si metta la mano sulla coscienza e mi faccia riavere il mio posto“. Parla così dopo la sospensione Arianna Virgolino, poliziotta esclusa dal corpo di polizia dove lavorava per un tatuaggio, un cuore sul polso, rimosso già durante le selezioni per entrare nel corpo. “Il tatuaggio sul mio polso non esisteva già prima delle visite mediche concorsuali, speravo anzi che venisse premiata una persona che è stata disposta a subire 9 trattamenti laser dolorosi e costosi proprio per diventare una poliziotta“, continua, dicendosi “pronta a ricorrere in corte europea”.

La storia di Arianna, che tra l’altro ha ricevuto da poco un encomio per aver bloccato una rissa, avviene a Guardamiglio nel lodigiano. Arianna prima supera il concorso, al quale partecipa insieme ad altri 89mila candidati. Arriva fra i primi e viene promossa, ma poi, al secondo accertamento medico, viene esclusa per la cicatrice sul polso, dovuta alla rimozione del tatuaggio ma ancora visibile. La poliziotta fa ricorso al Tar, lo vince, e così inizia a lavorare nella sottosezione della stradale di Guardamiglio. Poi il 7 novembre 2019, dopo il premio del questore di Lodi, arriva la sentenza del Consiglio di Stato che la esclude proprio per quel vecchio tatuaggio. Per questo ora Arianna si è rivolta a un avvocato sperando di rientrare in polizia.

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