Gli iscritti del Movimento 5 stelle dalle 12 di oggi alle 12 di domani 14 agosto sono chiamati a votare sulla piattaforma Rousseau su due quesiti: il primo riguarda la modifica del cosiddetto “mandato zero” e il secondo le alleanze delle liste del M5s a livello comunale con i partiti tradizionali. Di fatto si tratta della deroga a due norme fondative per il Movimento e l’esito della consultazione determinerà le strategie che saranno adottate nelle prossime consultazioni elettorali. La decisione di convocare il voto su due quesiti così importanti nella settimana di Ferragosto ha spiazzato in tanti e non mancano i malumori: c’è chi si chiede come mai un tema come questo non sia stato discusso agli Stati generali (ad esempio il viceministro Stefano Buffagni) e chi teme la scarsa partecipazione.

Il tempo però stringe e, soprattutto in vista delle amministrative del 20-21 settembre i territori chiedono che le decisioni vengano prese in fretta. La modifica del mandato zero innanzitutto è fondamentale per permettere alla sindaca Virginia Raggi di ricandidarsi alla guida della Capitale. La prima cittadina sarebbe infatti al terzo mandato e quindi violerebbe il limite dei due mandati imposto dallo statuto M5s): proprio su questo gli iscritti sono chiamati ad esprimersi. La proposta, spiegata nelle scorse ore dal capo politico Vito Crimi, è di considerare nullo il mandato da consigliere comunale “in qualsiasi momento esso venga svolto”. Un’eventualità che permetterebbe alla Raggi di tornare in corsa.

Per quanto riguarda invece il secondo quesito, la faccenda non è meno delicata. La proposta fatta agli iscritti è quella di consentire, rigorosamente a livello comunale, alle liste M5s di fare alleanze con i partiti tradizionali, in primis il Partito democratico così da riprodurre lo schema di accordo che sostiene il governo Conte 2. Solo un anno fa i 5 stelle avevano votato l’introduzione del concetto di mandato zero e appunto la possibilità di fare alleanze con liste civiche. Oggi si chiede di fare una serie di interventi ulteriori sui quali però, l’ultima parola spetterà agli attivisti M5s.

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