Paura nel Duomo di Milano, all’ora di pranzo. Un 26enne egiziano, seduto sui gradini del sagrato, ha forzato un controllo di sicurezza e ha preso in ostaggio una guardia giurata e tenendola per alcuni minuti sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola. Poi è stato bloccato dalla polizia, portato in questura e arrestato con le accuse di sequestro di persona e resistenza. Domani la Procura inoltrerà all’ufficio gip la richiesta di convalida dell’arresto e di misura cautelare in carcere. L’uomo dal 2010 ha regolare permesso di soggiorno, rilasciato dalla questura di Savona. Ha precedenti penali.

Per ora viene esclusa la pista del terrorismo, anche se le indagini sono ancora in corso. E’ successo tutto in un quarto d’ora circa. Sono le 13 e, secondo quanto ricostruito, una pattuglia a piedi gli ha chiesto i documenti. Lui si è rifiutato di consegnarli e ha tergiversato per alcuni attimi. Dopodiché ha spintonato una guardia giurata e forzato il controllo di sicurezza dal varco dell’ingresso dei fedeli. Entrato nella cattedrale, è stato intercettato da una seconda guardia giurata, un 30enne italiano. L’egiziano lo ha tenuto sotto scacco con un coltello, in ginocchio, vicino a un confessionale. Dopodiché sono intervenuti gli agenti, che dopo alcuni minuti di trattativa sono riusciti a disarmarlo e a bloccarlo. Con un escamotage: mentre un poliziotto gli parlava, un altro gli si è gettato addosso e lo ha neutralizzato.

Davanti agli agenti ha detto di chiamarsi Cristiano e di lavorare o addirittura abitare nel Duomo. Secondo gli accertamenti fatti, è in Italia dal 2010 con un permesso di soggiorno dato verosimilmente per un ricongiungimento familiare. Ha un precedente penale per rapina impropria. Nel 2016, all’aeroporto di Malpensa, con un colpo messo a segno al duty free. Dopo aver tentato la fuga, in quell’occasione, è stato catturato dalla polizia e ha scontato cinque mesi di carcere. La Digos di Milano ha avviato ulteriori approfondimenti, dopo che è stato forzato, anche se senza conseguenze, l’obiettivo sensibile per eccellenza di Milano, cioè il Duomo. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e capire dove viveva l’uomo, quali fossero i suoi contatti. E anche fugare ogni dubbio che si tratti di terrorismo, anche se il pm Alberto Nobili, coordinatore della sezione Antiterrorismo della procura di Milano, esclude al momento questa pista. Di “fatto gravissimo e inaccettabile” ha parlato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

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