Ho sempre pensato che nello scontro politico tocca mantenere un certo grado di civiltà. È una regola che va rispettata in tempo di guerra e tanto più in tempo di pace.

Quando mio padre disertò fu nascosto da un fascista. Il padre di mio padre, tenente del Cnl, si occupò, armi alla mano, di bloccare una serie di fucilazioni di fascisti che non avevano commesso nessun crimine e a volte addirittura non erano neanche fascisti; succedeva che partigiani veri o finti approfittassero della vittoria contro il nazifascismo per regolare odi e interessi economici nel modo più semplice: uccidere il loro antagonista sotto la bandiera della Resistenza.

E anche nei momenti peggiori degli anni ‘70, quando ci avevano colpito ferocemente, mi sono attenuto a questo imperativo morale: ci sono fascisti e fascisti, non sono tutti uguali. Colpire uno perché è fascista non ha senso. E se un fascista è a terra non lo puoi colpire ancora.

Uno dei momenti più terribili della mia vita l’ho vissuto quando mi trovai nell’aula studenti della mia scuola con tre compagni che avevano portato dentro un fascista. Fu lancinante per me capire che volevano picchiarlo “per farlo parlare”; al di là che il poveretto non aveva niente da dire di interessante, in quanto era un semplice liceale che certo non aveva informazioni utili sui servizi segreti deviati e le bombe… l’idea che dei comunisti potessero pensare di torturare un essere umano mi fece inorridire, mi si spezzò l’idea che tutti i comunisti fossero esseri umani migliori.

Siccome ai tempi ero veramente mingherlino (non che oggi io sia un colosso, ma a fare il muratore per restaurare le case di Alcatraz mi si è sviluppato un facsimile di spalle) fu per me abbastanza incredibile mettermi davanti ai tre compagni, aprire la porta per far uscire il fascista, e fare la faccia talmente cattiva che i tre rinunciarono allo scontro fisico. Cosa che mi stupì non poco perché ero certo che le avrei prese di santa ragione per aver difeso un fascista.

E continuando così mi sono trovato anni dopo a dover difendere Irene Pivetti quando il settimanale satirico Cuore dava spazio a chi inneggiava al suo stupro… E poi ho perseverato in questa direzione.

Però quando devo difendere un fascio mi girano veramente i coglioni. Lo faccio ma non mi dà gusto. Quindi mi scoccia dover scrivere che quelli che si sono scandalizzati titolando che la Meloni ha detto che Imagine di John Lennon è una canzone comunista hanno fatto una boiata pazzesca.

E mi tocca contribuire, insieme ad altri, a riaffermare la verità:

1. Imagine È una canzone comunista e questo lo ha detto chiaramente lo stesso John Lennon. Quindi non si può attaccare la Meloni perché cita John Lennon su una canzone che ha scritto lui.

2. La Meloni nella famosa puntata di In Onda NON ha detto che Imagine è comunista ma “mondialista” che è tutta un’altra cosa.

3. Che Imagine è proprio una canzone comunista l’ha detto la signora Susanna Ceccardi della Lega usando la parola “marxista”.

4. La signora Meloni ha mostrato particolare acume. Ha ammesso che la canzone è bellissima, e citando il contenuto della canzone tradotto in italiano ha identificato una posizione ideologica “mondialista” ha parlato di contrasto con la sua fede “identitaria”. Molto raffinata. E afferra pure il cuore di quel che ci oppone alla destra.

Alla nostra visione del mondo ottimista e solidale la destra si oppone con una visione identitaria, cioè pessimista e spaventata dall’immigrato portatore di un’altra identità. Noi siamo per la biodiversità e il meticciato culturale, loro per la costruzione di muri intorno al loro bel giardino.

5. John Lennon ha definito la canzone un manifesto comunista, dichiarando al contempo che lui non si sentiva, comunque “molto comunista”… E trovo questa elasticità ideologica una medicina per molte teste di cavolo di sinistra.

6. Sono restato sconvolto leggendo l’articolo di Antonio Marras sul Secolo d’Italia. Mi è parso garbato e intelligente.

7. Giusto per la cronaca sono scioccato nel vedere su Tik Tok i video di alcuni giovani fascisti, con un pettinatura di capelli antigravitazionali “a onda” veramente notevoli, che chiedono che gli si dica una sola cosa che Mussolini ha fatto male. Mi son venute le vertigini: una sola cosa? Una guerra che ha causato la distruzione dell’Italia e 60 milioni e più di morti non ti sembra una stronzata abbastanza grande?

E vorrei anche notare che non è da fascisti sostenere che Mussolini era ok… peccato che Hitler era così pazzo… Il Duce ci conduce! Ma se ti conduce nella merda non può dare la colpa a qualcun altro. Se è Il Duce tocca che sia all’altezza…

Ps. Sono stato vittima di un’ondata di calunnie che mi accusavano di aver realizzato un fumetto nel quale “facevo satira” sul rogo di Primavalle, nel quale furono assassinati due fratelli Mattei, Virgilio di 22 e Stefano 8 anni. Una menzogna. Non ho mai mancato di rispetto alla morte di queste due persone! Semplicemente ero ancora illuso che dei comunisti non avessero potuto compiere un’azione così ignobile e sostenevo la tesi che si trattasse di un crimine maturato negli ambienti di destra.

A mia discolpa il fatto che la ricostruzione degli inquirenti era assolutamente incredibile e delirante dal punto di vista della dinamica tecnica. E quando è venuto fuori che veramente la colpa ricadeva su alcuni compagni (senz’anima e senza cervello) ho ammesso pubblicamente in un video che avevo commesso un grave errore.

Ma è stata un’azione deplorevole sostenere che io e i miei genitori si volesse difendere i colpevoli (militanti dell’ala militare di Potere Operaio) ben sapendo che erano colpevoli. Se avessimo lontanamente anche solo sospettato la verità ovviamente li avremmo attaccati duramente. Un conto è essere ingenui, un conto voler difendere dei criminali. Attaccare una persona falsificando le sue idee è immorale.

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