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Putin e Xi: “Il Golden Dome americano minaccia la stabilità globale. Affrontare le cause profonde della guerra in Ucraina”

Concluso il bilaterale Cina-Russia, Mosca e Pechino unite. Il leader cinese: "La legge della giungla minaccia l'ordine internazionale, in Iran pace urgente". Lo zar: "Intesa senza precedenti". Firmati accordi sull'Intelligenza artificiale
Putin e Xi: “Il Golden Dome americano minaccia la stabilità globale. Affrontare le cause profonde della guerra in Ucraina”
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Cina e Russia appaiono più unite che mai: sull’Iran, sull’Ucraina, su Taiwan, su Cuba e America Latina, sull’intelligenza artificiale, e contro il riarmo americano inaugurato da Donald Trump. Nella dichiarazione congiunta a conclusione del vertice bilaterale di Pechino, Xi e Putin mandano l’avviso a Washington: è una “minaccia alla stabilità strategica”, il progetto americano del Golden Dome, il sistema di difesa missilistica globale che include l’intercettazione di vettori nello spazio. “Tali piani negano completamente il principio chiave del mantenimento della stabilità strategica, che richiede l’inscindibile interconnessione tra armi strategiche offensive e difensive”, hanno dichiarato i leader di Mosca e Pechino. Inoltre il progetto Usa “accresce significativamente il rischio di conflitti nello spazio”. Putin e Xi hanno conversato a porte chiuse per circa 90 minuti. Poi si è svolto un incontro in formato allargato con le delegazioni di entrambi i paesi. In tutto quasi tre ore di confronti.

“Basta neocolonialismo, attacchi militari e negoziati ipocriti: così è la legge della giungla”

Colloqui “cordiali e sostanziali”, secondo media russi e cinesi. Sul tavolo il nuovo ordine globale e “l’unilateralismo” americano, seppure gli Usa non vengano citati. Nella dichiarazione congiunta Cina e Russia hanno lamentato le “tensioni negli affari internazionali alimentate dalle politiche aggressive di alcuni Stati che operano secondo una logica egemonica e neocoloniale“. “A tal fine, questi Stati ledono la sovranità altrui, ne ostacolano lo sviluppo economico, scientifico e tecnologico, creando così impedimenti all’emergere di un mondo multipolare”, si legge nella dichiarazione congiunta. Il documento cita Cuba e il continente sudamericano, nel mirino di Donald Trump. Cina e Russia “appoggiano i paesi dell’America Latina e dei Caraibi nella scelta autonoma dei propri percorsi di sviluppo e dei propri partner”, contrastando “qualsiasi azione” “che leda la sovranità e la sicurezza”. I due leader “si oppongono a qualsiasi interferenza esterna, con qualsiasi pretesto”. Non solo: condannano l’attacco all’Iran e il sequestro di Maduro, denunciando “attacchi militari traditori contro altri Paesi, l’uso ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi, l’assassinio di leader di Stati sovrani, la destabilizzazione della situazione politica interna e la provocazione di un cambio di regime”. Per quanto riguarda il Venezuela si stigmatizza “il rapimento sfacciato di leader nazionali per processarli”. Tutto questo, si sottolinea, provoca “danni irreparabili alle fondamenta dell’ordine mondiale”.

Per il leader cinese, citato dal South China Morning Post, Pechino e Mosca devono contribuire a costruire un sistema di governance globale più equo, mentre l’ordine internazionale è minacciato dal ritorno della “legge della giungla”. “In un contesto internazionale caotico, l’unilateralismo e l’egemonia dilagano”, ha affermato Xi. Dunque Cina e Russia devono promuovere “un coordinamento strategico globale di qualità superiore costruendo un sistema di governance globale più giusto e razionale”, ha aggiunto Putin all’inizio dei colloqui.

Xi: “Imperativa la pace in Iran, inaccettabile la ripresa del conflitto”

Anche sull’Iran concordano Putin e Xi. Per il presidente cinese è “inopportuna” la ripresa delle ostilità in Medio Oriente, “urgente” la pace, mentre “la legge della giungla” minaccia la stabilità globale. “Un cessate il fuoco completo è di estrema urgenza, la ripresa delle ostilità è ancor più sconsigliabile e il mantenimento dei negoziati è particolarmente importante”, ha dichiarato Xi secondo l’agenzia di stampa Xinhua. Nella dichiarazione congiunta, i due leader hanno anche esortato al “raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo nella Striscia di Gaza, che garantisca la stabilizzazione a lungo termine e assicuri un accesso umanitario senza ostacoli a tutti coloro che ne hanno bisogno”.

Secondo Xi Jinping la situazione in Medio Oriente si trova in un “momento critico”, mentre la fine delle ostilità è “imperativa” e una ripresa del conflitto “inaccettabile“. “La mia proposta in quattro punti per mantenere e promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente mira a rafforzare ulteriormente il consenso internazionale e a contribuire ad allentare le tensioni, a ridurre l’escalation del conflitto e a promuovere la pace”, ha affermato Xi, secondo quanto riportato da Xinhua.

Ucraina, Xi rilancia la richiesta di Putin: “Affrontare le cause profonde del conflitto”. Lo zar: “Taiwan parte della Cina”

Sulla guerra in Ucraina Xi Jinping rilancia la principale richiesta di Putin: affrontare “le cause profonde” del conflitto per raggiungere una “pace duratura”. E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta dei due leader. “Le parti sono convinte della necessità di affrontare completamente le cause profonde della crisi ucraina, basandosi sull’adesione ai principi della Carta delle Nazioni Unite nella loro interezza, completezza e interrelazione, al fine di garantire la sicurezza reciproca e porre le basi per una pace duratura”, si legge nel documento, citato dalle agenzie russe. Secondo Mosca, le “cause profonde” includono l’espansione della Nato verso est dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica.

Anche la Russia sposa la causa della Cina. Nella dichiarazione congiunta Mosca boccia l’indipendenza di Taiwan considerandola parte integrante del territorio del Dragone: “La Russia ribadisce il suo impegno per il principio di ‘Una Cina’, riconosce che esiste una sola Cina al mondo, che Taiwan ne è parte inalienabile e che il governo della Repubblica popolare cinese è l’unico governo legittimo che rappresenta tutta la Cina”. Mosca, si sottolinea nel documento, “osserva inoltre che l’interferenza nella politica interna cinese mina la pace e la sicurezza nello Stretto di Taiwan”. Pertanto la Russia “sostiene fermamente le azioni del governo cinese volte a proteggere la sua sovranità e integrità territoriale, nonché a raggiungere l’unificazione nazionale”.

Russia-Cina, affari da 200 miliardi: cooperazione su tecnologie digitali e Intelligenza artificiale

Il presidente cinese ha elogiato la “solida relazione” tra Cina e Russia all’inizio dei colloqui. Putin ha lodato il “livello senza precedenti” dell’intesa, con il volume d’affari tra i due Paesi “cresciuto di oltre 30 volte nell’ultimo quarto di secolo”. “Per diversi anni consecutivi ha superato agevolmente la soglia dei 200 miliardi di dollari”, ha dichiarato il leader del Cremlino citato da Ria Novosti. Anche Xi ha sottolineato la collaborazione economica tra i due giganti, con l’aumento di quasi il 20% degli scambi commerciali nei primi quattro mesi del 2026. Un “risultato conquistato a fatica”, ha commentato il leader, invitando a intensificare la cooperazione nel settore digitale, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica. Putin e Xi hanno firmato accordi non solo su questioni tecnologiche, ma anche sul commercio, l’energia, i media e l’informazione con il tema della proprietà intellettuale. Sarebbero 20 le intese ufficiali tra i due leader.

Il programma dell’incontro

Il programma di lavoro di Putin a Pechino è iniziato stamane, con una cerimonia di benvenuto ufficiale in Piazza Tiananmen. Il presidente cinese ha salutato il presidente russo. I due leader hanno poi presentato i membri delle rispettive delegazioni. Il presidente russo è arrivato a bordo della sua Aurus. I leader si sono stretti la mano e hanno salutato le delegazioni dei due paesi, dopodiché sono stati eseguiti gli inni nazionali russo e cinese, accompagnati dal suono di spari. Successivamente Putin e Xi Jinping si sono avvicinati a un gruppo di bambini che reggevano bandiere in miniatura dei due paesi. Putin – spiega Interfax – è arrivato in Cina con una delegazione composta da cinque vice primi ministri, otto ministri, rappresentanti dell’amministrazione presidenziale, capi di diverse regioni, direttori di società statali, presidenti dei consigli di amministrazione delle principali banche russe e rappresentanti di importanti aziende. Anche la governatrice della Banca Centrale, Elvira Nabiullina, e l’amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kirill Dmitriev, sono giunti a Pechino.

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