Il festino con le escort? “Destituito di ogni fondamento”. I riferimenti allo stile di vita tipo Gomorra? “Si tratta di cose fantasiose”. E ancora, sulla stampa: “Pubblicare tutti i giorni racconti sul mio assistito in stile Scarface, non fa bene alla giustizia e non fa bene alla stampa”. È quanto dice l’avvocato Emanuele Solari, difensore di quello che è ritenuto il vertice del sodalizio criminoso che ha portato al sequestro della caserma dei carabinieri Levante, a Piacenza, Giuseppe Montella, al termine dell’interrogatorio del suo assistito. “Ha risposto a tutte le domande”, continua. Un interrogatorio di garanzia fiume, di fronte al Gip del Tribunale di Piacenza, Luca Milani, e al pm Antonio Colonna durato oltre 4 ore. “Abbiamo fornito risposte a tutto ciò che ci è stato chiesto. Il mio assistito è molto provato, ha pianto, c’è piena volontà di collaborare” dice uscendo dal carcere delle Novate dove attualmente è recluso Montella. “La questione è complessa, le domande sono tante. Non c’è nessuna regia (di Montella, ndr) ci sono dei fatti che vanno spiegati”. Ripetuti gli inviti alla stampa per “tenere un profilo basso” del legale. “Gli esseri umani possono fare degli errori, si possono fare degli errori per ingenuità, per vanità, per tante cose – ha detto solari – Solo certe condotte possono avere risvolti penali, chi ha sbagliato pagherà. Sono fiducioso perché credo nella giustizia”.

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