Il metro di distanza dovrà essere assicurato quando si è seduti al banco mentre quando ci si alza per andare in bagno o per fare la ricreazione si dovrà portare la mascherina. Inoltre, prima di rientrare a scuola, il personale docente e Ata sarà sottoposto ai test sierologici fatti volontariamente dai medici di base. Sono questi i punti fermi decisi dal ministero dell’Istruzione, seguendo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. La comunicazione ufficiale è arrivata nel corso di un incontro tra ministero e sindacati in merito alla ripresa dell’anno scolastico.

Dopo giorni di confusione, i dubbi sollevati dai presidi in merito al distanziamento hanno avuto risposte: “Nella zona banchi il metro dovrà essere calcolato dalla posizione seduta al banco dello studente, avendo pertanto come riferimento la staticità“. In questo caso gli studenti, una volta raggiunta la postazione in classe, potranno fare a meno di portare la mascherina. L’utilizzo dei dispositivi di protezione diventa invece “necessario” in situazioni di movimento e più in generale in tutte le situazioni (statiche o dinamiche) nelle quali non sia possibile garantire il distanziamento di un metro”.

Detto in altre parole, durante l’intervallo, l’ingresso, l’uscita da scuola e gli spostamenti da un’aula all’altra, si dovranno indossare i dispositivi di sicurezza. Una novità rispetto all’intenzione che aveva espresso qualche settima fa il Cts, che aveva rimandato l’esame della questione mascherine a 15 giorni dall’avvio dell’anno scolastico.

Un’indicazione comunque molto utile ai dirigenti, che in questi giorni sono a caccia di spazi: “È stato chiarito, in modo definitivo, che il distanziamento ‘bocca a bocca‘ di almeno un metro riguarda un contesto statico. Tale precisazione – spiega il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – è di fondamentale importanza per la ricognizione degli spazi effettivamente utilizzabili per l’attività didattica e per l’individuazione di quelli – ulteriori – che gli enti locali dovranno reperire e attrezzare per tempo”.

Questo distanziamento, infatti, dovrebbe agevolare i dirigenti scolastici che avranno bisogno di meno aule rispetto a quelle inizialmente stimate. A tal proposito l’Anp ha sollevato una questione: “Spetta al ministero stabilire cosa devono fare i dirigenti scolastici qualora l’ente locale non sia in grado di operare tale reperimento: parte degli alunni sarà impegnato in attività a distanza? E quanta parte dell’orario curricolare potrà essere erogata a distanza? Si potrà ridurre la durata dell’unità di lezione senza necessità di recupero? La risposta a queste domande deve arrivare al più presto e deve essere fornita dal legislatore, poiché riguarda i livelli essenziali delle prestazioni e comporta la modifica del quadro ordinamentale”.

Altra certezza riguarda i test sierologici: il personale in servizio nelle scuole, nell’imminenza dell’avvio del prossimo anno scolastico (quindi, già prima del primo settembre) avrà la possibilità di sottoporsi a uno screening test sierologico. L’esame avverrà, volontariamente, presso il medico di base del lavoratore e, qualora l’esito fosse positivo, l’Asl procederà al tampone. I giorni intercorrenti tra esame sierologico e tampone saranno equiparati alla malattia. Nulla di definitivo, invece, per quanto riguarda gli esami che verranno fatti agli studenti. Il ministero ha fatto chiarezza anche su altri aspetti dopo aver ricevuto le risposte dal Cts in settimana. Le mascherine per il personale scolastico saranno fornite dal Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, che sta curando anche l’acquisto di banchi monoposto.

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