A quattro mesi dalla condanna a 23 anni Harvey Weinstein,tramite i suoi legali, ha raggiunto un accordo con la procura di New York. Le vittime dell’ex produttore cinematografico avranno a disposizione un fondo di risarcimento per un totale di circa 19 milioni di dollari. Il fondo, per l’esattezza di 18.875.000 dollari, come riporta la Cnn, sarà distribuito non solo tra le donne che hanno subito abusi sessuali da parte dell’ex boss della Miramax, ma anche tra le ex dipendenti della Weinstein Company che “hanno vissuto in un ambiente di lavoro ostile, hanno subito molestie sessuali e sono state discriminate sul luogo di lavoro”, ha reso noto l’ufficio del Procuratore Generale di New York. L’accordo dovrà essere approvato adesso sia dalla Corte distrettuale, sia dalla Corte fallimentare che presiede il caso di bancarotta della Weinstein Company.

A poco più due anni di distanza dalle prime accuse di molestie sessuali e stupro – testimonianze che avevano dato vita al movimento #MeToo – sembra chiudersi il caso. Weinstein, marzo prima di essere condannato quasi al massimo della pena dal giudice James Burke, seduto su una sedia a rotelle, come nelle altre tappe del processo aveva detto di essere pentito. “Provo un profondo rimorso per questa situazione –aveva detto rivolgendosi alla corte, prima della sentenza, durante un intervento del tutto inatteso – Mi dispiace davvero, userò il mio tempo provando a diventare una persona migliore”. Il suo team di avvocati, guidati da Donna Rotunno, aveva chiesto 5 anni, il minimo della pena, in virtù dell’età avanzata, delle precarie condizioni di salute e della mancanza di procedenti. La difesa loaveva descritto come un uomo che “ha perso tutto” e la cui vita “è stata distrutta” dopo la pubblicazione del reportage del The New Yorker nel 2017.

Il processo si basava sulle accuse di due donne, l’ex assistente Miriam Haley e l’attrice Jessica Mann, presenti in aula. Hanno raccontato – in lacrime – come la loro vita sia cambiata dopo gli abusi. Ma le donne che lo hanno accusato direttamente e indirettamente sono state decine.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Maroon 5, Mickey Madden arrestato: è accusato di violenza domestica

next
Articolo Successivo

Morto Loris Meliconi, addio all’inventore del “guscio” in gomma per il telecomando

next