Voucher sì o no? In caso di concerti cancellati ai fan è giusto che vada un voucher di pari valore spendibile in altri concerti della stessa agenzia e non un rimborso in denaro? Ci ha pensato Paul McCartney con un duro attacco su Facebook a sparigliare le carte in Italia. L’ex Beatle ha fatto un appello affinché il Governo metta da parte i voucher e consenta il rimborso in denaro ai fan. La normativa attuale contenuta nel Decreto Rilancio, infatti, prevede che in caso di concerto annullato all’acquirente vada dato un voucher di pari valori del prezzo del biglietto spendibile entro 18 mesi per un altro show della stessa agenzia live. Ma in queste settimane diversi fan hanno protestato – c’è chi ha speso anche più di 200 euro per un biglietto –, chiedendo alle autorità e al Codacons affinché la normativa fosse rivista e potessero così ottenere il rimborso in denaro.

Dopo lo “scossone” di McCartney si è mosso pure il ministro della cultura e del turismo Dario Franceschini che ha promesso: “Il Parlamento credo potrà intervenire in conversione per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma”. Si accelera dunque l’iter dell’emendamento al decreto rilancio presentato dal presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera, Sergio Battelli del Movimento 5 Stelle.

“I voucher, inseriti nel Cura Italia, sono stati pensati in una fase emergenziale, ma ora è necessario prevedere una norma strutturale ed ecco perché, con un emendamento che ho fortemente voluto per andare incontro ai diritti degli spettatori, abbiamo voluto inserire il meccanismo del rimborso – ha detto Battelli – All’interno della maggioranza stiamo portando avanti un confronto serrato lavorando a un sistema che ci permetta di ottemperare sia alle richieste degli organizzatori visto che la crisi ha colpito indistintamente tutti e nessuno ne ha colpa”.

La nuova normativa contiene alcuni nuovi punti, che si ispirano al modello tedesco. Come riportato anche da QuiFinanza, anzitutto si estende la validità del voucher a 24 mesi, rinnovabili per altri 12 (quindi per tre anni massimo) con la possibilità di essere rimborsati alla scadenza. Si consente anche la proroga dei tempi per richiedere il voucher, in quanto al momento il termine è entro 30 giorni dalla comunicazione della cancellazione dello show: l’emendamento chiede sia fatta richiesta entro 180 giorni. Un altro punto importante per non impattare sulle economie già messe a dura prova dalla pandemia a causa della cancellazione di tutti gli show estivi, è la creazione di un fondo da 30 milioni di euro, in modo che gli organizzatori possano rimborsare in denaro chi ha acquistato il biglietto. Infine l’istituzione di una garanzia statale in caso di inadempienza da parte dell’organizzatore.

Così, in seguito a diverse segnalazioni arrivate al Codacons e l’Associazione per i diritti degli utenti dei consumatori, sembra ci sia l’intenzione di trovare una soluzione condivisa e che non scontenti né gli acquirenti né le agenzie live. Intanto il mondo della musica italiana sta a guardare, anche se Gianna Nannini ha voluto tirare le orecchie a Paul McCartney: “Paul, caro Paul, – scrive la cantautrice sui social – non abbiamo bisogno che bacchetti l’Italia. Invece di cancellare il tuo concerto cosa ci voleva a recuperarlo come facciamo noi e come fanno tanti artisti internazionali? La musica va aiutata in questo momento recuperando le date, non cancellandole. Ti aspettiamo Paul, vogliamo il tuo concerto”.

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