“Soldi dall’estero a Renzi. I pm aprono un’indagine”. E ancora: “I pm di Firenze indagano sui versamenti da Abu Dhabi per la conferenza di Renzi”. Sono i titoli con cui l’edizione odierna de La Verità dà notizia di un fascicolo aperto a Firenze e che in qualche modo coinvolgerebbe i compensi dell’ex premier per la sua attività di conferenziere in giro per il mondo. Detta così sembra una storia lineare. Non lo è: per questo vale la pena raccontarla, mettendo in fila i fatti raccontati dal giornale diretto da Maurizio Belpietro. Con una premessa: Matteo Renzi al momento è solo un nome all’interno di una vicenda ingarbugliata.

L’8 aprile scorso, in pieno lockdown per l’emergenza coronavirus, un istituto di credito di cui non è dato sapere il nome ha inviato all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia una segnalazione per operazione sospetta. Di cosa si tratta? Di alcuni movimenti effettuati sul conto corrente della Carlo Torino e associati, una società a responsabilità limitata semplificata, capitale 1500 euro, al momento inattiva, fondata nel novembre 2019, con sede a Portici, nel Napoletano. Si occupa, tra le altre cose, di organizzare eventi e conferenze. E fin qui sembrerebbe una normale segnalazione, come tante ne fanno gli istituti di credito nella lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio. La nota, però, poi continua e diventa molto più interessante, perché la banca in questione racconta che Carlo Torino, ovvero il titolare della società in questione, suo fratello e suo padre sono tutti clienti dell’istituto di credito e dal 21 febbraio sono tutti “interessati a un procedimento penale emesso dalla Procura di Firenze e gestito dalla Guardia di Finanza”. Il procedimento è a modello 21, quindi con indagati. A cosa si riferisce?

La Verità parla di un’inchiesta legata in qualche modo a una visita dei finanzieri nell’istituto di credito per acquisire documentazione. Secondo quanto risulta al quotidiano milanese l’operazione sospetta segnalata all’Uif di Bankitalia è quella relativa a un versamento di 75mila euro effettuato sui conti della Carlo Torino e associati dalla Salt ventur Group Llc. Si tratta della famosa società statunitense di marketing e comunicazione diretta da Anthony Scaramucci, ex Goldman Sachs, che è stato seppur per poco tempo il capo della comunicazione della Casa Bianca con Trump presidente. Scaramucci è noto anche perché tramite il forum Salt organizza eventi e congressi di altissimo livello per mettere in connessione finanza, politica e investitori multimiliardari.

E’ il momento in cui viene tirato in ballo Matteo Renzi e i suoi compensi per le conferenze. Scrivono i responsabili della banca e riporta la Verità: “Tale provvista (i 75mila euro, ndr) risulta in seguito parzialmente utilizzata tramite la disposizione di due bonifici per complessivi 33.000 euro circa a favore del senatore Matteo Renzi, noto politico italiano”. E ancora: “In sede di adeguata verifica di tale operatività, il signor Carlo Torino ci fornisce copia dell’accordo tra la società Carlo Torino e associati, per conto di Matteo Renzi, e la Salt venture group Llc tramite il quale si disciplina la partecipazione del senatore a un congresso organizzato a dicembre a Dubai dalla Salt venture group Llc. In aggiunta risultano rassegnate altresì copie delle fatture emesse dalle parti interessate”.

Insomma: Carlo Torino avrebbe fatto da tramite per il pagamento di Scaramucci nei confronti di Renzi. Perché e con quali ipotesi di reato indagano i magistrati di Firenze? Non è dato saperlo. Più chiaro, invece, l’evento a cui fa riferimento il pagamento. Per la Verità si tratta, con ogni probabilità, di un congresso organizzato dalla Salt ad Abu Dhabi: era il 10 dicembre 2019, Renzi ha parlato per mezz’ora, insieme a lui l’ex ministro delle finanze inglese Philip Hammond, il titolo dell’intervento era “Il futuro dell’Europa”. Tutta da verificare, poi, l’origine dei presunti rapporti tra il senatore semplice di Scandicci e la Carlo Torino e associati. Secondo La Verità il tramite tra il politico e il rampante manager 33enne di origini partenopee sarebbe Raffaele Costa, esperto manager italiano che lavora nel settore immobiliare a Londra.

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