L’app per il tracciamento del contagio sarà pronta e verranno distribuite 12 milioni di mascherine al giorno. Nella settimana che porterà all’inizio della Fase 2, fissata per lunedì 4 maggio, il Commissario straordinario Domenico Arcuri in conferenza stampa alla protezione civile fa il punto sulle misure sanitarie per il contenimento del contagio che permetteranno la convivenza con il virus, dai dispositivi di protezione ai test sierologici passando per il monitoraggio del contagio. “Mancano 6 giorni al 4 maggio, inizia un graduale alleggerimento delle misure di contenimento. Resto un convinto assertore di prudenza e cautela“, ha spiegato il commissario, sottolineando i dati che arrivano dalla Germania: “Dimostrano come sia alto il rischio di tornare ad un lockdown totale se mi alleggeriscono troppo in fretta le misure”. L’ R con zero, l’indice di contagiosità del virus, è tornato a salire in Germania da 0,7 a sopra l’1. “Dobbiamo avere un po’ di pazienza in più, sapendo che stiamo mettendo in sicurezza il paese”, gli ha fatto eco più tardi, parlando all’Ansa, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Che poi ha annunciato un’importante novità: “Ci sarà un momento, dopo il 18 maggio, in cui conteranno le differenza territoriali“. Una risposta al governatore altoatesino Arno Kompatscher che vuole stabilire la fase 2 con un’apposita legge provinciale. Domani ci sarà una videoconferenza con i presidenti di tutte le Regioni, “perché ho il dovere di mettere su carta le fughe in avanti, così i cittadini sapranno”. “Dopo il 18 maggio, quando verrà questo Dpcm, sicuramente si inizierà a camminare con le proprie gambe“, ha aggiunto Boccia. Un’idea appoggiata anche dal vicesegretario del Pd Andrea Orlando: “È ragionevole pensare a forme di accelerazione della ripresa nelle realtà dove la curva epidemica sia più bassa, nella cornice indicata da presidente del Consiglio”.

“Da lunedì 12 milioni di mascherine” – Per evitare un ritorno alla chiusura totale, fondamentale sarà il rispetto delle regole sanitarie e quindi l’uso delle mascherine. Il commissario ha annunciato che da lunedì “potremmo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, tre volte l’attuale fornitura”. Poi “dal mese di giugno arriveremo a 18 milioni, dal mese di luglio 25 milioni e quando inizieranno le scuole a settembre potremmo distribuire 30 milioni di mascherine al giorno, undici volte quel che distribuivamo all’inizio dell’emergenza”, ha spiegato Arcuri. Mascherine che saranno vendute al prezzo di 50 centesimi di euro, fissato dallo stesso Arcuri e oggetto di diverse critiche: “Avrei tanta voglia di parlare dalla trincea in cui da 40 giorni mi trovo con il dottor Borrelli e i nostri collaboratori, di parlare dei liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano. Ma non lo farò, il mio dovere è lavorare”, ha replicato Arcuri, polemizzando con chi “dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato, sorseggiando i loro centrifugati“.

“A maggio l’app sarà in funzione” – “A maggio con le prime funzionalità, cioè il contact tracing, l’app sarà in funzione” e “in tempi ravvicinati saranno attive anche le funzionalità più vicine al diario clinico“, cioè la connessione con il Sistema sanitario nazionale, ha spiegato Arcuri. Un altro aspetto chiave sarà infatti proprio il tracciamento del contagio: “La app si avvarrà di tecnologia bluetooth e non c’è nessuna controindicazione”. Quanto al funzionamento dell’applicazione, “allo stato attuale l’alert (l’avviso che hai avuto un contatto con un positivo, ndr) arriva al cittadino – ha spiegato il commissario – ed è quest’ultimo protagonista del percorso sanitario”. Tradotto: non è la Asl ad avvisarti, ma il contrario. Non è stato ancora deciso se i dati raccolti dalla App per il contact tracing saranno conservati sui device dei cittadini o su un server pubblico.Ovviamente la scelta verrà fatta prima che ‘Immuni‘ venga attivata: “Al momento dello sviluppo si potrà decidere se lasciarli sul telefonino e/o su un server pubblico e italiano – ha detto Arcuri – In ogni caso non cambia nulla sulla piena e assoluta garanzia della privacy” in quanto i “dati sono criptati“.

“Definito campione per test sierologico” – “Negli ultimi due giorni abbiamo definito il campione per il test sierologico con Istat e Inail, fino a individuare 150mila cittadini divisi per categorie che a titolo gratuito vi si sottoporranno”, ha spiegato Arcuri rispetto all’altra priorità sanitaria della Fase 2. “Distribuiremo i test alle singole regioni, che hanno già i loro laboratori accreditati, comunicheremo insieme dove sono e nel più breve tempo possibile faremo i test. Poi verificheremo per una seconda ondata di test e valuteremo se calmierare anche il prezzo dei test, per ora non è necessario”. Arcuri ha infine rivendicato che a ieri sono stati distribuiti alle Regioni 2,5 milioni di tamponi e ne sono stati effettuati oltre 1,7 milioni. Le Regioni “hanno ancora a disposizione 800mila tamponi”. “Continueremo con una massiccia distribuzione – ha aggiunto – per essere certi che ce ne sia sempre una quantità sufficiente”. L’Italia “è il primo paese al mondo per tamponi fatti in relazione al numero di abitanti”, ha sottolineato il commissario. Secondo i dati da lui forniti, in Italia sono stati fatti ieri 2.960 tamponi ogni centomila abitanti, in Germania 2.474, “il 20% in meno”, in Gran Bretagna 1.061, un terzo dell’Italia, e in Francia 560, un sesto del nostro Paese.

Pd d’accordo su riaperture differenziate – “Il tema va affrontato dentro una cornice di carattere generale: c’è la decisione per la quale il 4 maggio 4 milioni di persone tornano al lavoro. Accanto a questo, è ragionevole pensare a forme di accelerazione della ripresa nelle realtà dove la curva epidemica sia più bassa, nella cornice indicata da presidente del Consiglio”, ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, rispondendo ad una domanda sulle possibili riaperture differenziate per regione, nel corso di una conferenza stampa con Nicola Zingaretti e Marianna Madia sul piano del Pd per le semplificazioni. Ma ad appoggiare l’idea sono i molti tra i dem: “Lavorando con serietà, dedizione e senso di responsabilità possiamo dire che si avvicina il momento delle aperture differenziate per regione, sulla base delle diverse modalità con le quali i territori sono stati colpiti. La dichiarazione del ministro Boccia, così come anche le parole del vicesegretario Orlando, vanno esattamente in questa direzione, e mi sembra senz’altro la strada giusta“, dichiara Chiara Braga, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera. D’accordo anche la vicepresidente del partito Debora Serracchiani: “Confidiamo che a breve territori diversamente colpiti dal contagio potranno regolare in modo proporzionato la ripresa delle attività produttive e commerciali”.

Boccia risponde a Bolzano: “No strumentalizzazioni” – Nella Fase 2 ci sarà anche un momento, “dopo il 18 maggio, in cui conteranno le differenza territoriali“. Lo ha detto all’Ansa il ministro Boccia, rispondendo alle richieste di maggiore autonomia sulla Fase 2 arrivate da Bolzano, con la Svp che ha minacciato di sospendere la “collaborazione con il governo”. Il ministro ha ricordato che lo Statuto di autonomia “è stato rispettato e sarà sempre rispettato”. Secondo Boccia, “bisogna chiedersi se ognuno di noi ha fatto tutto quello che era nelle proprie possibilità. Questo vale per tutti i rappresentanti istituzionali. Ma non consento a nessuno speculazioni politiche“. “Il governo – ha ribadito – ha sempre agito nel rispetto rigoroso della costituzione e dello statuto della Provincia autonoma di Bolzano. Evitiamo, in un momento così difficile e drammatico per i nostri territori e per il nostro paese, di fare strumentalizzazioni politiche. Lo dobbiamo a chi non c’è più”. “Anche in Basilicata, Sicilia e in Sardegna hanno zero contagi, eppure non si sta lamentando nessuno. Perché ci si sta tenendo per mano sapendo che ne usciamo se rafforziamo il sistema sanitario territoriale italiano che è diverso in 21 territori“, ha ricordato Boccia.

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