Ritorno a scuola con il doppio turno, metà in classe sui banchi e metà online da casa. L’ipotesi arriva dalla Provincia di Trento che in questi giorni ha messo sul tavolo dell’assessorato all’istruzione questo progetto che potrebbe essere attuato sia se si dovesse tornare in classe a maggio sia per il rientro a settembre. Il Trentino punta tutto sulla buona dotazione informatica delle famiglie. L’idea è quella di un doppio turno settimanale con metà classe che per una settimana va a scuola e l’altra metà che segue le lezioni da casa e lavora su compiti ed esercitazioni online.

“Si tratta solo di una delle proposte – spiega l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti – sulle quali stiamo lavorando. Purtroppo a livello nazionale manca chiarezza. Anche durante l’ultima videoconferenza con la ministra Lucia Azzolina non abbiamo avuto risposte su ciò che il Ministero sta mettendo in campo per il nuovo anno scolastico. A questo punto cerchiamo di muoverci in autonomia. Pensare di tornare in classe a maggio è impossibile. Stiamo perciò lavorando per arrivare preparati a settembre dopo aver condiviso le nostre proposte con tutti gli attori della scuola: sindacati, dirigenti, famiglie”.

Nell’ufficio dell’assessorato sembrano escludere un normale doppio turno con metà classe che va a scuola la mattina e metà al pomeriggio. In questo caso bisognerebbe rivedere l’orario e il carico di lavoro degli insegnanti. “Possiamo, invece, immaginare – spiega Roberto Ceccato, direttore generale del Dipartimento della Conoscenza – una modalità in cui si utilizzi quello che si è imparato in questi mesi di didattica a distanza. Questa soluzione è agevolata tra l’altro dal fatto che gran parte delle nostre scuole è già dotata di Lim. È una soluzione che ci auguriamo possa essere comunque temporanea perché non è semplice fare attività di laboratorio a distanza, per esempio”.

Ciò che conforta il direttore generale è il fatto che le scuole sono ben dotate di strumentazione tecnologica e anche in questi mesi hanno provveduto a fornire gli studenti senza personal computer o tablet. Lo sforzo è stato fatto da ogni istituto con il sostegno anche della Provincia. Ceccato è ben consapevole che la soluzione messa in campo potrebbe essere adottata dalle scuole secondarie di primo e secondo grado ma non potrebbe essere messa in pratica dalla scuola primaria e nella scuola dell’infanzia.

Sul tavolo del direttore generale del Dipartimento della Conoscenza ci sono già altre questioni sulle quali si sta ragionando: “Gli alunni – sottolinea Ceccato – non potranno più viaggiare su autobus strapieni come avviene oggi. Dovremo pensare ad una soluzione anche in questo senso e inoltre anche le mense scolastiche dovranno assicurare il distanziamento”. La Provincia autonoma di Trento punta in ogni caso a dare al più presto delle risposte precise e chiare alle famiglie degli studenti in modo che possano organizzarsi in tempo dal punto di vista lavorativo.

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