I cittadini sono sempre più allarmati in Svezia, che non ha imposto nessun lockdown per l’emergenza coronavirus, ma dove le vittime dell’epidemia sono 1511. E come accade in tanti altri Paesi del mondo – tra cui Belgio, Spagna, Canada e Italia – nelle case di riposo i decessi sono tantissimi: in Svezia più di 500. Eppure Stoccolma prosegue senza le restrizioni che tutti gli altri Paesi in Europa hanno deciso di adottare, affidandosi invece a semplici raccomandazioni della Sanità ai cittadini. E le direttive del governo per gli operatori sanitari che lavorano nelle Rsa svedesi sono chiare: il personale non ha l’obbligo di indossare materiale protettivo come mascherine e guanti a meno che non sospetti di avere a che fare con un ospite contagiato dal virus.

Solo nell’ultima settimana il premier socialdemocratico Stefan Lofven ha ammesso di non aver fatto abbastanza, ma ormai il danno è fatto. E da giorni aumenta la pressione sull’esecutivo affinché dia una risposta decisa. Magnus Bondesson ha cominciato a preoccuparsi poco dopo il tre aprile, giorno in cui sono state vietate le visite alla casa di riposo dove vive sua madre 69enne, nella città di Uppsala. L’istituto ha “introdotto le chiamate via Skype ed è stato allora che ho visto due dipendenti – ha raccontato Bondesson al Guardian -. Ma non avevano nessuna mascherina e non indossavano i guanti”.

Quella stessa settimana sono cominciati ad apparire sui media nazionali numerosi articoli e servizi sul violento impatto del coronavirus tra gli anziani, con centinaia di contagi soprattutto nelle case di riposo di Stoccolma – la regione più colpita – ma anche nel resto del Paese. “Questa è la nostra grande area problematica“, ha ammesso Anders Tegnell, l’epidemiologo dell’Agenzia per la salute pubblica svedese ideatore dell’approccio morbido adottato dal governo. E lo stesso premier ha riconosciuto adesso che il Paese si trova davanti ad una “situazione seria” riguardo alle sue case di riposo.

Le critiche più dure sono arrivate soprattutto dagli stessi dipendenti delle case di riposo: “Dove lavoro non abbiamo affatto mascherine e siamo in contatto con le persone più vulnerabili di tutte”, si è lamentato un operatore citato dal Guardian che ha voluto mantenere l’anonimato. “Non abbiamo disinfettante per le mani, solo sapone – ha proseguito -. Questo è tutto, siamo tutti preoccupati“.

Da parte sua, un’infermiera intervistata dall’emittente svedese SVT non ha dubbi: “La cosa peggiore è che siamo noi, i membri del personale, a portare l’infezione agli anziani… È incredibile che un numero ancora maggiore di loro non abbia contratto l’infezione. È uno scandalo”.

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