Un’analisi dell’Istituto superiore di Sanità ha permesso di accertare che dal 1 febbraio nelle Residenze sanitarie per anziani di tutta Italia sono morte “tra le 6000 e le 7000 persone”. Di questi “più de 40% aveva sintomi riconducibili al Covid-19 o il tampone positivo”. A dirlo è Graziano Onder, del Centro cardiovascolare e dell’invecchiamento dell’Iss, durante la conferenza stampa organizzata dall’Istituto. L’indagine, ha specificato l’esperto, è stato condotto sulle Rsa che hanno risposto alle richieste dell’Istituto che ospitano “circa 80mila residenti e cioè circa 1/3 del totale dei residenti in Italia”. “Non siamo in grado di distinguere quanti di questi decessi siano riconducibili a influenza e quanti al Covid”, ha specificato Onder, sottolineando che però la maggior parte dei decessi si è concentrato “nella seconda metà di marzo”, e cioè “durante il picco dell’epidemia”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mortalità, Istat analizza 1689 Comuni dal 1 marzo al 4 aprile: “Al Nord aumento maggiore: a Bergamo quintuplicata, a Brescia triplicata”

next
Articolo Successivo

Coronavirus, in Puglia un contagio su 4 è nelle case di riposo: i casi sono almeno 800. Aperte tre inchieste, i Nas negli uffici della Regione

next