Addio Brian Dennehy. Il caratterista coi fiocchi che al cinema fu il cattivo sceriffo in Rambo (First Blood), il più grande interprete teatrale dei testi di Eugene O’Neill è morto la scorsa notte ad 81 anni a New Haven, Connecticut, negli Stati Uniti. È stata sua figlia su Twitter ad annunciarne il decesso per cause naturali e non per Coronavirus.

Laureatosi alla Columbia in Storia, calciatore in erba, poi anche agente di borsa per la Merryll Lynch negli anni settanta, il corpulento Dennehy debuttò in tv e al cinema nel 1977 con ben dieci apparizioni in serie tra cui Kojak, MASH, Lou Grant e una particina nel successo della Paramount, il film drammatico In cerca di Mr. Goodbar con Diane Keaton e diretto dal grande Richard Brooks. Da quel momento scorrono diverse commediole graziose e un po’ sciocchine con Dudley Moore e Chevy Chase, fino a quando nel 1982 arriva la parte della vita: quella dello sceriffo Will Teasle in Rambo.

Il cattivo e sadico di turno che si intestardisce a voler prima scacciare dalla cittadina di Hope, poi arrestare e infine ricercare e cacciare il berretto verde dei marines John Rambo tra i boschi dello stato di Washington dove è fuggito. Tesle è il prototipo del prepotente e rozzo uomo di legge di confine che non intuisce la pericolosità della guerra che può scatenare Rambo. Dennehy è perfetto in questa nuance da villain tanto che ne ripeterà vagamente il ruolo come sceriffo Cobb nel western eclettico di Lawrence Kasdan, Silverado, nel 1986.

In mezzo un’altra parte interessante nel thriller Gorky Park, quella in Cocoon (1985), e ancora nel 1986 fa coppia con Bryan Brown nel giocoso thriller F/X Effetto mortale dove interpreta un tenente della polizia coinvolto in un sorprendente finale di film. Ma è nel 1990 in Presunto Innocente, film di un altro grande autore della New Hollywood, come Alan J. Pakula, che Dennehy fornisce la sua prova più matura accanto ad Harrison Ford, interpretando il procuratore distrettuale di Chicago nel un doppio e sottile ruolo di coprotagonista.

Tanti i titoli cinematografici interpretati da questo omone robusto e potente, ma anche dalla lunga e ricca carriera sui palchi teatrali di mezza America per recitare i testi di O’Neill. Grande e grosso, ma anche fine e delicato nel tessere sguardi, postura e dinamicità in scena, Variety ricorda uno dei momenti in cui Dennehy recitava a teatro la piece Long Day’s Journey into night nelle vesti del protagonista Tyrone. “L’uomo ubriaco sale su un tavolo per svitare molte lampadine di un lampadario acceso facendo nascere a molti del pubblico la paura che cadesse da un momento all’altro”. Stallone ha twittato un ricordo dell’amico Brian definendolo “un attore semplicemente brillante”. Mia Farrow l’ha ricordato come “magnifico”. Infine Lin-Manuel Miranda, il creatore di Hamilton, che di teatro se ne intende ha ricordato Dennehy come “un colosso dalla recitazione magistrale”.

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