Poche ore dopo essere stato dimesso dall’ospedale, il premier britannico Boris Johnson con un video messaggio ha voluto mandare un segnale al popolo britannico. “Oggi ho lasciato l’ospedale dopo una settimana nella quale il servizio sanitario mi ha salvato la vita. Nessuna domanda. È difficile trovare le parole per esprimere la mia gratitudine, ma prima di questo voglio ringraziare tutti in Gran Bretagna per gli sforzi e i sacrifici che avete fatto e che state facendo”, ha detto l’inquilino del numero 10 di Downing Street. “Quando c’è il sole fuori, con i bimbi a casa, quando l’intero mondo sembra così adorabile e il “fuori” è così invitante, posso solo immaginare quanto sia difficile seguire le regole sulla distanza sociale. Vi ringrazio perché milioni di persone nel paese hanno fatto la cosa giusta. Milioni stanno attraversando la difficoltà dell’isolamento, con fede e pazienza, pensando e curandosi degli altri come di loro stessi”, ha continuato il primo ministro, ricordando l’importanza l’importanza degli sforzi fatti fino a oggi. “Voglio dirvi in questa domenica di Pasqua che i vostri sforzi ogni giorno provano la loro efficacia, perché nonostante piangiamo i nostri defunti, pensando che la lotta non sia ancora finita, stiamo in realtà facendo progressi in questa battaglia nazionale contro il coronavirus. Una battaglia che non avremmo mai scelto di combattere contro un nemico che ancora non comprendiamo del tutto”, ha detto, rivolgendo poi il proprio pensiero ai lavoratori del Sistema sanitario nazionale. “Abbiamo fatto progressi in questa battaglia nazionale perché il popolo britannico ha creato uno “scudo umano” attorno a questo paese, e cioè il nostro Sistema sanitario nazionale. Abbiamo capito e deciso che insieme possiamo tenere al sicuro il nostro sistema sanitario, possiamo evitare che si sovraccarichi, solo così non potremo essere sconfitti. E questo paese si solleverà insieme, vincendo questa sfida, così come abbiamo vinto numerose sfide nel passato”. Johnson ha poi parlato del suo ricovero dopo aver scoperto la positività al Covid-19: “Negli ultimi 7 giorni ho visto la pressione che il nostro sistema sanitario nazionale sta vivendo, ho visto il coraggio del personale, non solo di dottori e infermieri, ma di tutti, dagli addetti alle pulizie, ai cuochi, agli oss e agli altri lavoratori, radiografi, fisioterapisti. È grazie a questo coraggio, questa devozione, quest’amore, che il nostro sistema nazionale è imbattibile – ha detto – Per questo voglio portare il mio ringraziamento personale ai brillanti dottori, specialisti nei loro campi, che qualche giorno fa hanno preso delle decisioni cruciali, e ai quali sarò grato per il resto della mia vita”. Il primo ministro ha poi ringraziato i singoli operatori sanitari che lo hanno aiutato a vincere questa battaglia: “Voglio ringraziare i tanti infermieri, uomini e donne, il cui lavoro è stato così stupefacente, mi sono dimenticato alcuni dei nomi, quindi scusatemi, ma voglio ringraziare Po Ling, Shannon, Emily e Angel, Connie, Becky e Rachel, Nick e Ann. E non me ne vogliano se menzionerò in particolare due infermieri, che sono stati accanto al mio letto per 48 ore, quando le cose sarebbero potute in maniera diversa, Jenny, dalla Nuova Zelanda, e Luis dal Portogallo. Il motivo per cui il mio corpo alla fine ha avuto abbastanza ossigeno è perché ogni secondo della notte, loro hanno controllato, hanno avuto cura di me, facendo gli interventi di cui avevo bisogno”. Anche grazie a questo, ha sottolineato, “ho scoperto che in questo Paese, 24 ore al giorno, in ogni secondo di ogni ora, ci sono centinaia di migliaia di uomini e donne del sistema sanitario nazionale che operano con la stessa cura e precisione di Jenny e Luis”. “Ecco perché sconfiggeremo il coronavirus, e lo faremo insieme – ha concluso – Vinceremo perché il nostro sistema sanitario nazionale è il cuore pulsante del Paese, è il meglio di questo Paese, è spinto dall’amore. Quindi grazie a tutto il sistema sanitario nazionale, e ricordiamo di seguire le regole e le distanze sociali. State a casa. Proteggiamo il nostro sistema sanitario nazionale e salviamo vite”.

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