Da Nord a Sud, medici di famiglia e di continuità assistenziale, spesso “primo filtro” tra il paziente affetto dal virus e il sistema sanitario, stanno affrontando l’emergenza coronavirus con protezioni scarse o inadeguate. Molti hanno comprato quel poco che hanno trovato online, nelle farmacie o nei negozi di ferramenta ma per far fronte alla situazione non basta, così come non bastano i dispositivi di protezione individuale forniti dalle aziende sanitarie territoriali. “Le condizioni sono drammatiche – dice Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo al Fattoquotidiano.it – se un paziente infetto da coronavirus può contagiare mediamente altre due persone, il medico ne può infettare almeno dieci”. “La situazione che stiamo vivendo è ai limiti del surreale – denuncia da Milano Luigi Bracchitta, medico di famiglia e di continuità. E anche a Torino le protezioni scarseggiano: “La prima settimana nella mia Asl abbiamo avuto come fornitura una mascherina Ffp2, sei mascherine chirurgiche e un camice monouso” spiega la dottoressa Elena Rubatto, medico di famiglia del torinese . “I primi ad aver fatto da filtro sono stati proprio i medici del territorio – spiega da Brescia Maria Elisa Alessi, medico in formazione di medicina generale e continuità assistenziale – adesso ci stiamo trovando con moltissimi medici di famiglia, pediatri e di continuità assistenziale che si stanno ammalando. L’ultimo aggiornamento sulla provincia di Brescia dice che sono più di 70 i medici al momento malati e che devono essere sostituiti”. E c’è chi, come Andrea Coco, medico di Pisa, dopo aver regalato metà della sua piccola scorta di quattro mascherine con filtro a due colleghe sprovviste di protezioni, cerca di farsi durare le introvabili Ffp2 il più a lungo possibile: “Almeno una settimana per mascherina, forse arrivo a fine mese, utilizzandole però in modo improprio”. Mentre a Napoli, afferma Silvio Tuccillo, medico di famiglia e di continuità: “Al momento non abbiamo avuto distribuzione di dispositivi di protezione tra i medici di medicina generale. Io come molti altri colleghi, ognuno su propria personale iniziativa e personale possibilità, ho acquistato una maschera Ffp3 ma a metà febbraio, la settimana dopo non c’era già più possibilità di acquistarla”.
Memoriale Coronavirus

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