A meno di un mese dall’ultima mobilitazione contro il passaggio dal porto di Genova delle navi che imbarcano armi verso teatri di guerra, nella mattinata di ieri ha attraccato al porto del capoluogo ligure il cargo “Bahri Jazan” ancora una volta carico di esplosivi e munizioni che sarebbero destinati alla guerra in Yemen. Le limitazioni dell’emergenza sanitaria in atto coinvolgono anche il porto e così il Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali, sempre in prima linea nella mobilitazione contro il traffico di armi, ha preferito per l’occasione non convocare l’ormai ‘consueto’ presidio e ‘limitarsi’ ad accogliere l’arrivo della nave porta container con fumogeni, razzi da segnalazione e una decina di manichini a simulare le vittime delle guerre che il traffico di armi alimenta e rispetto al quale i lavoratori del porto di Genova vogliono smettere di collaborare: “Anche se dopo l’iniziale appoggio di forze politiche e sindacali, in questa fase, ci sentiamo soli in questa battaglia – sottolinea il Collettivo – contiamo sull’appoggio di diversi movimenti e realtà associative, ma vorremmo risposte politiche serie per spezzare la macchina di morte della quale non vogliamo essere in alcun modo ingranaggio, tanto più in questi giorni di ‘allerta’ durante i quali chiunque dovrebbe aver riscoperto la propria fragilità e, ci auguriamo, l’importanza della solidarietà internazionale”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, dopo il decreto ecco i controlli: denunciati locali (rischio un mese di chiusura) e palestre, multe a chi si sposta senza motivo

next