“Andate a vedere cosa ha detto Di Maio nel 2016 su Giulio quando era all’opposizione. Purtroppo come dicevo prima chi entra nei palazzi camminando sui tappeti non sente il suono dei propri passi e perde il contatto con la realtà. Chi entra nei palazzi cambia. E questo è una vergogna“. Lo ha detto Paola Regeni, alla presentazione del libro Giulio fa cose a Genova.

A prendere la parola, in occasione della presentazione del libro Giulio fa cose, a Genova, è poi il padre del giovane di Fiumicello, Claudio: “La resistenza della politica italiana nella ricerca di verità su Giulio la sentiamo, se è stato rimandato al Cairo l’ambasciatore è proprio perché ci sono gli interessi dell’Italia nei confronti dell’Egitto, aspetti economici, investimenti, giacimenti e turismo”.

In nome dei buoni rapporti con il regime di al-Sisi e degli interessi commerciali, sostiene l’uomo, “si è messa da parte la verità e la giustizia. L’ambasciatore non viene richiamato, cosa che stiamo chiedendo da tempo, il Governo egiziano non sta rispondendo alla rogatoria, quindi c’è una debolezza della politica italiana che non ci aiuta. Ci sono delle persone che ci sono vicine. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ci è molto vicino e siamo molto grati a queste persone, però manca il passo decisivo, il mettere davanti al Governo egiziano una posizione ferma. Il nostro Governo è un po’ ballerino su da che parte stare”.

In un primo momento questo articolo conteneva una dichiarazione e un titolo non corretti perché l’agenzia di stampa che aveva battuto la notizia l’ha ripetuta due ore dopo, correggendo la dichiarazione della madre di Giulio Regeni. Questa versione, dunque, risulta corretta.

Aggiornato da Redazione alle 10,30 del 15 febbraio 2020

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