Non aveva i testicoli e sembrava avesse la vagina”. Colpo di scena al processo per stupro contro Harvey Weinstein. È stata la testimonianza di Jessica Mann a farci tornare direttamente nelle camere da letto dell’ancora presunto violentatore. Una delle vittime e testimoni chiave, la 34enne Mann, avrebbe avuto tre incontri sessuali violenti con l’ex produttore di film come La vita è bella e Le iene. Durante l’ultima udienza, incalzata da Donna Rotunno, l’avvocatessa che difende Weinstein, Mann ha descritto i dettagli del violentatore nudo: “Ho pensato che fosse deforme ed ermafrodito, aveva profonde cicatrici, non aveva i testicoli e sembrava avesse una vagina”. Mann è la quinta testimone di un procedimento che vede salire sul banco delle vittime sei donne che stanno mostrando la loro versione di fatti sulle aggressioni sessuali subite dell’ex mogul hollywoodiano. Mann, secondo fonti giornalistiche giudiziarie che seguono da vicino il caso, è una delle due testimoni che con le sue accuse potrebbe mandare Weinstein in prigione a vita.

Nel frattempo il corpulento ex produttore Miramax, arrivato in tribunale appoggiato a un deambulatore, si è dichiarato non colpevole dell’accusa di stupro della Mann datato 2013 al DoubleTree Hotel a Midtown di Manhattan. L’accusato afferma da tempo di non averla mai forzata a fare sesso. Mann, tra l’altro, ha ammesso di avere avuto inizialmente un rapporto sessuale consensuale con Weinstein. Parlando del primo incontro con lui, Mann, che lavorava come parrucchiera e aspirava ad una carriera da star ha affermato: “Pensavo che Dio mi avesse benedetto”. La ragazza aveva provato a farsi avanti perché sapeva da un’amica che Weinstein stava scegliendo nuove leve per i ruoli principali del film Vampire Academy. Solo che il loro incontro successivo in una suite di Los Angeles secondo Mann, che ha testimoniato sotto giuramento, l’uomo le ha afferrato le braccia, l’ha immobilizzata implorandole di poterle fare sesso orale mentre l’amica aspettava nella stanza accanto.

Nell’albergo DoubleTree la dinamica cambia: prima lui la intrappola, poi la costringe a togliersi i vestiti e infine la blocca col suo peso violentandola. Sia la richiesta implorante di sesso orale, sia la dinamica del blocco del corpo della vittima per poi abusarne corrispondono ai ricordi delle altre testimoni. Infine ecco il particolare del siringone. La Mann ha spiegato che dopo l’assalto nella stanza d’albergo ha trovato un ago nel cestino del bagno con a fianco un farmaco per l’erezione. Sempre dal racconto della Mann emerge anche questa doppiezza caratteriale di Weinstein, sorta di dottor Jekyll e Mr.Hyde. Lei lo incontra per chiedergli di chiudere la loro relazione forzata sessuale perché sta frequentando un altro ragazzo, un attore, e lui dà di matto: “I suoi occhi cambiarono e lui non era più lì”. Poi lui la trascina nella camera da letto le urla “me lo devi un’altra volta”, lei lo implora di smettere, e lui allora le strappa i pantaloni (“con tale violenza da grattarmi le cosce”): “Quando sentiva il ‘no’ in lui si scatenava qualcosa”.

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