Un tunnel di 1300 metri, scavato a circa 25 metri di profondità, alto 170 centimetri e largo 70. È il “passaggio segreto” dei narcos messicani, usato e costruito per trasportare droga e altri prodotti di contrabbando dalla città di Tijuana agli Stati Uniti. A scoprire la galleria, che parte a 100 chilometri dal confine e raggiunge la città californiana di San Diego, è stata una speciale Task force degli agenti statunitensi di Otay Mesa. Le forze dell’ordine si sono trovate davanti un’infrastruttura sofisticata fatta di un sistema di ventilazione, elettricità, rotaie, carrelli e montacarichi. È la più lunga mai scoperta, per lo meno nella parte orientale del confine: “La sofisticatezza della struttura – ha spiegato l’agente speciale John W. Callery della Drug Enforcement Administration (Dea) alla Cnn – dimostra la determinazione e le risorse pecuniarie dei cartelli della droga”.

Nel sito non è stata trovata droga e non c’è stato ancora nessun arresto. Al momento non è stato indicato quale clan di narcotrafficanti utilizzasse il tunnel per il contrabbando ma l’intera area è stata a lungo una roccaforte del cartello di Sinaloa, quello che faceva capo a Joaquin Guzman, detto ‘El Chapo’, condannato all’ergastolo a luglio negli Stati Uniti.

Non è un caso che i trafficanti abbiano scelto la zona di Otay Mesa: i tanti capannoni industriali, sui due lati del muro mimetizzano ingressi e uscite, ed essendo una zona industriale il movimento di mezzi e il rumore degli scavi destano meno sospetti, come riporta il Corriere della Sera.

Dal 2006 ad oggi sono stati in tutto 15 i tunnel sofisticati scoperti al confine tra i due Stati. Il secondo più lungo si estendeva per quasi un chilometro. Tutte le gallerie sono concentrate a Otay Mesa, un’area in cui il terreno argilloso favorisce lo scavo e i magazzini presenti garantiscono una buona copertura.

Il Fatto Internazionale - Le notizie internazionali dalle principali capitali e il dossier di Mediapart

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista
Articolo Precedente

Berlino approva il tetto al prezzo degli affitti: saranno congelati per 5 anni

next
Articolo Successivo

Libia, Unhcr sospende le attività nel centro di raccolta e partenze per rifugiati di Tripoli: “Attività militari qui vicino, troppi rischi”

next