Domenica 2 febbraio Milano sarà chiusa alla circolazione di tutte le auto. Il blocco totale del traffico è stato annunciato dal sindaco Giuseppe Sala dopo che le polveri sottili hanno superato per diversi giorni consecutivi i livelli di guardia. L’emergenza smog sta coinvolgendo tutta la Pianura Padana: traffico limitato anche a Torino, allarme arancione in Veneto e limitazioni in 22 comuni dell’Emilia Romagna, in particolare per i veicoli diesel, Euro 4 compreso. “I valori del Pm10 – ha spiegato Sala – hanno nuovamente sforato i livelli di guardia e le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano sperare in una diminuzione delle concentrazioni di polveri nell’aria”. La Lega lombarda però contesta la decisione e ha depositato una mozione urgente in Consiglio regionale contro il blocco totale delle auto. “Il sindaco Sala pensa di poter decidere per tutti gli altri, senza coordinarsi con nessuno, ma soprattutto attuando misure spot, che non risolvono nulla ma servono soltanto ad andare sui giornali”, commenta il consigliere leghista Andrea Monti.

Il blocco del traffico a Milano scatterà dalle 10 alle 18 di domenica. Sala si è assunto direttamente la responsabilità della decisione: “Quella per l’ambiente è una battaglia di lungo periodo, che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente“, spiega su Facebook. “Milanesi e turisti si preparino a trascorrere una giornata in città a piedi, in bici, sui mezzi pubblici ed elettrici”, aggiunge il sindaco. È dal 2015 che a Milano non viene indetto un blocco totale delle auto.

“L’annuncio dello stop totale alla circolazione serve unicamente ad aumentare i disagi per i cittadini, milanesi e non”, sostiene invece la Lega al Pirellone, per bocca del consigliere Monti. “La lotta all’inquinamento – aggiunge – è possibile con misure progressive, non con inutili fughe in avanti e provvedimenti anacronistici”. Con questa mozione, spiega l’esponente del Carroccio, “chiediamo al sindaco Sala di smetterla con le decisioni spot, che nel concreto non servono a nulla e di fare marcia indietro quantomeno per ciò che riguarda il blocco totale previsto per domenica 2 febbraio”. Resta per ora nel mezzo il governatore leghista Attilio Fontana: “Penso che sia una scelta che può essere importante, ma non è l’unica significativa per eliminare il problema dell’inquinamento”, commenta il presidente della Regione.

Piemonte – Da sei giorni l’Arpa rileva nell’aria livelli di micropolveri oltre i limiti d’attenzione (50 microgrammi per metro cubo), con punte di 100 microgrammi al metro cubo. Per questo, da martedì e fino a giovedì 30 gennaio, dalle 8 alle 19 non potranno circolare le auto e gli automezzi per il trasporto merci fino a diesel euro 4 compreso. Il blocco riguarda Torino e altri 22 comuni dell’Area metropolitana e Novara.

Veneto – Dopo una settimana di tregua, torna da martedì in buona parte della regione il livello di allarme 1 “arancione“, sulla base del bollettino emesso dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpav). Il livello arancione non riguarda la provincia di Belluno che rimane verde, parte della Pedemontana trevigiana e vicentina, il Veneto orientale e Chioggia.

Lombardia – Divieti anti smog a Milano e in altre otto province della regione da martedì, dopo il superamento dei limiti di polveri sottili per più giorni: le misure temporanee di primo livello (dallo stop ai veicoli diesel sino a euro 4 alle misure relative a riscaldamento degli edifici ai liquami zootecnici in agricoltura sino al divieto assoluto di falò, barbecue, fuochi d’artificio), saranno attivate nei Comuni con più di 30mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Milano, Monza, Cremona, Pavia, Bergamo, Como, Lodi, Varese e Mantova. Milano sarà off limits per le auto domenica.

Emilia Romagna – Allerta smog da martedì a giovedì 30 in 22 comuni delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Invece nelle province della Romagna, ossia Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini è previsto un rinforzo della ventilazione che porterà una diminuzione dei livelli di Pm10.

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