Sono iniziate a Baghdad, dove si conta un milione di persone scese in strada, diverse manifestazioni anti-Usa, collaterali alle proteste quotidiane per il carovita. L’appello contro la presenza delle truppe americane nel Paese è stato lanciato dal leader sciita Moqtada al-Sadr, a capo di un partito che guida il maggior gruppo politico parlamentare. L’invito è stato esteso anche alle milizie filo iraniane, tra le quali Kataib Hezbollah. Sulle porte dell’ambasciata Usa nella capitale irachena è stato affisso un volantino di ammonimento contro ogni tipo di azione rivolta ai danni della sede diplomatica.

“Se il governo americano si rifiuterà di lasciare l’Iraq, verrà trattato come un Paese ostile e occupante” ha dichiarato al-Sadr rivolgendosi ai manifestanti. “Non vogliamo una guerra contro gli americani in terra irachena”, ha proseguito, aggiungendo che “Baghdad deve cancellare tutti i contratti firmati con gli Stati Uniti nell’ambito della sicurezza e chiudere il suo spazio aereo alle operazioni militari” americane.

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