È difficile centrare tutte e 24 le caselle della categoria Big del Festival di Sanremo. Amadeus ha sempre dichiarato che l’obiettivo era quello di proporre brani che potessero avere successo su Spotify e in radio. Missione riuscita? Difficile dirlo, specialmente dopo un solo ascolto in anteprima, presso la sede Rai in Corso Sempione a Milano. Di certo sul podio potrebbero volare Diodato e Marco Masini che hanno dalla loro due gran belle canzoni. Non manca l’aspetto politico con Junior Cally, polemico contro Renzi e Salvini, Levante difende le diversità, raccontando di quattro sconfitti pronti al riscatto. Effetto sorpresa con Bugo-Morgan che promettono scintille, mentre il ritmo verrà regalato dai radiofonici Elodie, Elettra Lamborghini, Pinguini Tattici Nucleari e Raphael Gualazzi.

Si segnala il grande ritorno, targato Vasco, di Irene Grandi. Enrico Nigiotti più maturo e intimista. La quota “famiglia” è garantita con le lettere aperte di Piero Pelù (al nipote), Giordana Angi (alla madre), Paolo Jannacci (alla figlia). Rancore potrebbe essere l’outsider. Fuori dal tempo il già citato Jannacci, Rita Pavone, Michele Zarrillo e Tosca. Ma si sa, le prove generali di lunedì 3 febbraio, a cui assisteremo, potrebbero ribaltare tutti i giudizi. La magia del palco dell’Ariston fa sempre il suo effetto sulle performance. A margine degli ascolti Amadeus, a sorpresa, ha annunciato che Salmo potrebbe non essere più ospite alla kermesse, nonostante fosse stato annunciato. Infine Amadeus a FqMagazine confessa che in un Festival imprevedibile c’è la possibilità che Mahmood possa aprire il Festival.

ACHILLE LAURO “Me ne frego” (Achille Lauro)
Anche quest’anno Achille Lauro vuol far ballare e spinge l’acceleratore sul versante elettronico. Il cantautore è in balia di un amore instabile e fragile. Vittima sì, ma con dignità (o quasi). Si mira alla conferma in radio. La frase cult: Dimmi una bugia me la bevo, sì sono ubriaco ed annego

ALBERTO URSO “Il sole ad est” (Pietro Romitelli-Gerardo Pulli)
Una romanza pop per la voce vincitrice di “Amici di Maria De Filippi” dello scorso anno. Le onde, il mare, le nuvole, le terre che “han voci materne” per cantare un amore distante. La voce spinge per acchiappare l’applauso del pubblico dell’Ariston. La frase cult: Per te ho nel cuore il sole ad est

BUGO & MORGAN “Sincero” (Bugo-Morgan-Bonomo)
Una lista di buone azioni e del politicamente corretto, difficile da realizzare al giorno d’oggi. I due cantautori si uniscono su sonorità pop Anni 90, il ritmo c’è, la coppia stralunata pure. Dipenderà molto dall’affiatamento sul palco. Sorprendente. La frase cult: Chiedi un parere anonimo e alcolista, trovati un bar che sarà la tua chiesa

ANASTASIO “Rosso di rabbia” (Anastasio)
L’attacco è rock, non rap. Poi il vincitore di “X Factor 2018” con rabbia elenca con una escalation, senza pause, tutto ciò che non va interiormente, ma anche nei confronti della società, con parallelismi legati al terrorismo e alle bombe. La frase cult: C’ho 21 anni posso ancora permettermi di incazzarmi

DIODATO “Fai rumore” (Diodato)
Una delle migliori produzioni del cantautore. L’orchestra suonerà con ampio respiro una ballad struggente dedicata a un amore finito, ma che contiene un filo di malinconia e nostalgia che entrano dritte al cuore. Tra le più belle del Festival. La frase cult: Ho capito che per quanto io fugga, torno sempre da te

ELODIE “Andromeda” (Mahmood)
Una donna che si mette a nudo con tutte le fragilità, specialmente in amore. Però la protagonista non ci sta e rivendica con uno scatto d’orgoglio la sua posizione. Un brano difficile sia da interpretare che da suonare. È la canzone più moderna ed ha un gran potenziale radiofonico, ascolto dopo ascolto. La frase cult: Dici, sono una grande stronza che non ci sa fare

ENRICO NIGIOTTI “Baciami adesso” (Enrico Nigiotti)
Una lotta d’amore dove non ci sono vincitori né vinti, ma solo la grande voglia di stare vicini. Una ballad intensa che restituisce un Enrico Nigiotti più maturo ed intimo. Una bella canzone d’amore, che culmina nel finale tra batteria e grandi schitarrate. La frase cult: Ci ringhiamo da lontano come i cani e ci pensiamo ancora più vicini

ELETTRA LAMBORGHINI “Musica (E il resto scompare)” (Davide Petrella)
Innamorarsi del tipo sbagliato, ma farsene una ragione cercando rifugio nella musica. Elettra Lamborghini non delude e sforna una hit radiofonica tra sonorità latine e ci teletrasporta già sulla spiaggia dell’estate 2020. La frase cult: Innamorata di un altro cabron esta es la historia de un amor

FRANCESCO GABBANI “Viceversa” (Francesco Gabbani-Pacifico)
Dimenticate la scimmia che balla. Qui Gabbani si lancia in una ballatona di ampio respiro in cui racconta gli alti e bassi dell’amore, l’armonia di un sentimento che governa la nostra vita. Stavolta il cantautore si propone in versione romanticone e cuoricini. Frase cult: Protagonisti e numeri uno invidiabili da tutti e indispensabili a nessuno

GIORDANA ANGI “Come mia madre” (Giordana Angi-Manuel Finotti)
La seconda classificata di “Amici di Maria De Filippi” dello scorso anno, pubblica per il Festival una lettera struggente aperta, dedicata alla madre, con le parole non dette, i ‘ti voglio bene’ trattenuti, ma soprattutto il porto sicuro per le delusioni e le insicurezze. Intensa. Frase cult: Ti chiedo scusa se non ti ho mai detto quanto ti voglio bene

MICHELE ZARRILLO “Nell’estasi o nel fango” (Valentina Parisse)
Brano squisitamente pop rock Anni 90 per il ritorno di Michele Zarrillo che in una conversazione con un amico esprime tutta la propria stanchezza sia nei sentimenti che nella vita. Ma non c’è tempo di abbattersi, bisogna riscattarsi. Frase cult: Confuso tra la gente c’è chi prega e c’èchi mente e chi parla anche di cose che non sa

JUNIOR CALLY “No grazie” (Junior Cally, Jacopo Angelo Ettorre)
Il rapper entra a gamba tesa nella politica italiana contro i due Matteo: Salvini e Renzi. Un manifesto contro la politica social, la voglia di apparire, i meme e la superficialità di voler risolvere i problemi a colpi di meme. Frase cult: Spero si capisca che odi il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito

PAOLO JANNACCI “Voglio parlarti adesso” (Andrea Bonomo-Paolo Jannacci)
Pianoforte, orchestra, archi e chi più ne ha più ne metta, per una canzone dedicata alla figlia del musicista. Tentativo di arrivare emotivamente dritto al cuore con l’intensità dell’arrangiamento. Gigione Anni 90. Frase cult: Là fuori c’è la guerra e dormi, ma qui ci penso io a te

IRENE GRANDI “Finalmente io” (Vasco- Roberto Casini-Andrea Righi)
Una donna matura innamorata, fragile che però non è disposta a perdere la libertà e la voglia di urlare al mondo il proprio posto al mondo, con il coraggio di essere sfacciata. Irene Grandi torna alla grande con un brano pop rock. Frase cult: Se non ti ho mai detto sì, se vuoi fare sesso, facciamolo adesso

LE VIBRAZIONI “Dov’è” (Roberto Csalino)
Un brano sulla capacità di resistere ai traumi della vita. Un uomo si ritrova da solo ad interrogarsi sul senso della vita, dopo diverse delusioni e lo fa chiedendosi come fosse una ossessione dov’è la gioia. Brano squisitamente pop e un po’ datato. Frase cult: Ho una clessidra ferma al posto del cuore e un piano alto dove puoi vedere tutto

RANCORE “Eden” (Rancore)
Ricordate l’applauso di “Soldi” di Mahmood? Ecco il rapper Rancore ce lo ripropone nel bel mezzo della canzone, dopo una escalation rappata che elenca tutte le metafore legate alla mela. Basterà un inciso furbo a conquistare la platea? Sì, potrebbe bastare. Frase cult: Se la strega è in Iraq, Biancaneve è con i sette nani e dorme in Siria

PIERO PELÙ “Gigante” (Piero Pelù)
Perù sfodera il suo rock per una brano dedicato al nipotino, un invito a combattere e a non mollare. Il cantautore sfodera tutto il suo ottimismo per le nuove generazioni che non si faranno piegare dal sistema. Frase cult: Tu sei il mio Gesù, la luce sul nulla, un piccolo Buddha

PINGUINI TATTICI NUCLEARI “Ringo Starr”
Naturalmente un omaggio del genere non può che far tornare alla mente le atmosfere dei Beatles. La band attinge anche a quelle sonorità per una canzone che invita all’evasione e al divertimento puro. Tutto bene, ma difficile replicare l’effetto che fu de Lo Stato Sociale. Frase cult: In un mondo di John e di Paul io sono Ringo Starr

LEVANTE “Tikibombom” (Claudia Lagona)
Un brano sociale per Levante che passa in rassegna un animale stanco, un’anima indifesa, il freak della classe preso in giro perché è una femminuccia e una ragazza criticata perché ha la minigonna che si ribella. Un brano pop che punterà molto sulla performance della cantautrice. Frase cult: Ciao tu, freak della classe ‘femminuccia’ vestito con quegli strass prova a fare il maschio

MARCO MASINI “Il confronto” (Marco Masini, Camba, Coro)
Un uomo allo specchio fa un bilancio della sua vita, onestamente e senza tabù. Non tutto è perso è ora di dire basta e cambiare. Non c’è più nessuna scusa. Un grande ritorno con una ballad potente che corre per il podio con Diodato. Frase cult: Ma cosa aspetti a dire basta e in quello specchio a urlare, cambia faccia

RITA PAVONE “Niente (Resilienza 74)” (Giorgio Merk)
L’artista porta sul palco dell’Ariston un brano rock scritto dal figlio. C’è la rassegnazione, la voglia di non lasciarsi travolgere dalla società e da ciò che non va come dovrebbe. Ritmo sostenuto e beat incessante costante, col rischio di scivolare lieve. Frase cult: Meglio cadere sopra un’isola o un reality che qualche stronzo voterà

RIKI “Lo sappiamo entrambi” (Riccardo Marcuzzi)
Le cose dette, non dette, fissarsi e non riuscire a comunicare. Un rapporto che corre anche attraverso il telefonino, anche se qualcosa non torna. Un brano pop radiofonico che spinge sul ritornello. Molto faranno l’interpretazione e la presenza scenica di Riki sul palco. Frase cult: Ti scrivo e dopo cancello non ti scrivo che tanto è inutile

TOSCA “Ho amato tutto” (Pietro Cantarelli)
Pianoforte e voce per Tosca che crea un’atmosfera da club. Una donna sola che riflette sull’amore (eh già) e su se stessa. Atmosfere un po’ jazz, molto datate, sembra di essere catapultati a Sanremo 1986. Frase cult: E come un pesce che non può più respirare, come un palazzo intero che sta per cadere

RAPHAEL GUALAZZI “Carioca” (Raphael Gualazzi, Davide Petrella)
Raphael Gualazzi con sonorità sudamericane parla di sogni, amori infranti e diavoli. Sicuramente un brano destinato alle radio e anche a risvegliarci nei tempi morti il Festival. Frase cult: Dai non fare la stupida fammi un sorriso che la noche se ne va

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