Da quando è morto, Leslie ha sempre avuto il rimpianto di non essere riuscita a salutare il nonno. Riavvolgere il nastro del tempo, tornare indietro fino ad un preciso momento del passato e rimediare a un errore o sistemare qualcosa andato storto è (per ora) impossibile e per questo la nostalgia di Leslie sembrava destinata a restare irrisolta. Almeno fino allo scorso 7 gennaio, quando invece ha ritrovato e ha potuto dire addio all’amato nonno grazie a Google Maps. Leslie Yajaira è una studentessa americana di origini messicane e nei primi giorni dell’anno nuovo aveva scoperto che le Google Car di Street View, il servizio che permette di navigare nelle strade di tutto il mondo grazie a foto a 360gradi, avevano fatto un giro anche nella fattoria del nonno a Labor de Guadalupe, in Messico.

Così, presa dalla nostalgia, ha deciso di provare a viaggiare digitalmente indietro nel tempo e rivedere i luoghi dove, da piccola, aveva passato momenti incancellabili in compagnia del nonno. E una volta che con il mouse si è trascinata fin di fronte all’ingresso della casa, Leslie lì davanti ha ritrovato proprio lui, suo nonno, immortalato dall’obiettivo della Google car seduto sull’uscio e con il suo cappello bianco in testa. La ragazza ha condiviso tutta la sua emozione e le sue lacrime, di gioia, su Twitter con un post in cui spiegava la sua storia e con il video della scoperta e nel giro di poche ore la rete intera si è commossa, generando oltre 4 milioni di visualizzazioni, 60mila retweet e quasi 500mila reazioni. Ma non solo, perché anche altri utenti, ispirati dalla storia di Leslie, hanno cominciato a cercare e condividere le foto dei loro cari trovati o ritrovati nelle foto scattate per Street View.

Come nel caso di Leslie, infatti, può capitare che le foto scattate dalle Google Car risalgano a diversi anni fa: con Street View il processo di aggiornamento della banca dati e immagini è più lungo e articolato rispetto a quello di Google Maps con i dati satellitari e può capitare dunque, per certe zone del mondo, di viaggiare dentro fotografie un po’ più datate che, qualche volta, possono nascondere sorprese commoventi. Se spesso gli utenti si sono divertiti più a prendere in giro Google Maps o Street View facendosi immortalare nudi o travestiti nei modi più assurdi la storia di Leslie questa volta ha messo in mostra il lato più affascinante, e magico, del servizio mappe e della rappresentazione virtuale del mondo. E rispetto ai burloni della rete, ha riscosso pure molto più successo.

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