Le critiche di Di Maio nei miei confronti sul Fatto Quotidiano? Secondo lui, è tutta colpa di Salvini. Questi sono ormai al governo da questa estate e dicono che sia colpa di Salvini. E’ un po’ noioso questo ritornello. Lo cambiassero“. Così, ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24, il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta l’intervista rilasciata dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al Fatto Quotidiano e, in particolare, le sue dure parole sull’operato dell’ex ministro dell’Interno (“Salvini avocò totalmente a sé il dossier libico, puntando solo sull’immigrazione per farne un tema da campagna elettorale. Una scelta del tutto sbagliata”).

Salvini non ci sta: “Fino ad agosto del 2019 l’interlocutore primo della Libia era l’Italia, perché ci vogliono bene, ci conoscono, ci amano. Io ho incontrato più volte il premier, il vicepremier, il ministro degli Interni, il ministro degli Esteri e la situazione era sotto controllo. Siamo a gennaio e adesso ci sono militari turchi, i russi, gli egiziani, i francesi. Ci sono tutti e nessuno chiama più gli italiani. E’ colpa di Salvini? Dai, siamo seri. Se non sono capaci di fare i ministri, facciano altro nella vita. Cosa farei io se fossi al governo? Andrei in Libia a incontrare l’unico governo ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite. Non starei a Palazzo Chigi a parlare di legge elettorale con Zingaretti – continua – E’ chiaro che se Conte e Di Maio fanno il classico italiano che il lunedì danno ragione a uno e il martedì all’altro, fanno incazzare tutti e due e perdono di credibilità sia con l’uno che con l’altro. E così nessuno chiama gli italiani. Dalla Libia avranno detto a Di Maio: ‘Resta a casa, Luigi, ci stai simpatico ma non ci servi’. Ci sono aziende e lavoratori italiani a rischio, c’è l’Eni e poi c’è l’immigrazione, che con me era sotto controllo. Adesso mi pare che sia invece fuori controllo. E secondo quel genio di Di Maio sarei io, senatore dell’opposizione, che vorrei alimentare l’immigrazione dalla Libia? Dai, stiamo su ‘Scherzi a parte’“.

Il capo della Lega rincara: “La situazione è drammatica, perché gli errori di questo governo come lo stop alla prescrizione, la tassa sulla plastica, i litigi interni sono rimediabili. Ma quando perdi credibilità all’estero, non ti chiamano e ti dicono di stare a casa tua, invitando però gli altri, è un enorme problema. Io da ministro parlo coi ministri, non coi guerriglieri. Io con la Libia ho sempre lavorato in silenzio e senza conferenze. E i risultati gli italiani li hanno visti. Di Maio non è all’altezza del suo ruolo, ma la colpa non è solo sua. Se il Milan faceva pena nel 2019 e ha fatto pena anche ieri, non è colpa di un solo giocatore, ma della squadra. In questo governo mi sembra che manchi proprio l’idea di squadra. E’ una squadra raffazzonata che non funziona. Io sento da parte di Renzi, di Conte e di Zingaretti tante chiacchiere, ma fatti zero“.

Sul caso Gregoretti, Salvini ribadisce: “Se vogliono usare questa vicenda e mandarmi a processo col rischio di 15 anni di carcere sulle mie spalle, non trovano un uomo preoccupato perché sono orgoglioso di aver difeso i confini e l’oonore del mio Paese. E se gli italiani mi rimanderanno al governo, rifarò esattamente la stessa cosa. In questi mesi, credo che gli italiani abbiano capito che Renzi, Di Maio, Conte e Zingaretti sono avvinghiati alla poltrona come a un salvagente e intanto il mondo va avanti. Non penso che possano rimandare all’infinito le elezioni, che mi auguro si abbiano nel 2020″.

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