Il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, lancia in resta contro Checco Zalone e il suo nuovo film “Tolo tolo”: dopo aver stroncato il lungometraggio su Twitter, il politico sceglie la trasmissione “Lavori in corso”, su Radio Radio, per ribadire la sua recensione negativa e per spiegare le ragioni delle sue critiche.
“Mi sono annoiato, ho sonnecchiato per tutto il tempo nel cinema – afferma – A me Zalone è sempre piaciuto, mi è simpatico, ma questo suo film mi ha deluso: è di una noia profonda, non si ride mai. Si tratta di una storiellina buonista, scontata, banale. La parte che mi ha fatto più schifo è la scena in cui ci sono dei soldati italiani in missione in Africa. Recano la nostra bandiera e senza alcuna ragione vengono dipinti nella maniera peggiore che io abbia mai visto. La verità è che Checco Zalone ha ceduto la sua verve comica all’opportunismo, facendo così un film che piacesse ai radical chic e alla critica di sinistra, un film, cioè, che raccontasse la questione importante dell’immigrazione come se fosse raccontata dalla Boldrini. Ma almeno la Boldrini ci mette passione, Zalone invece ci mette opportunismo e basta“.

E ribadisce: “Uno degli autori è di sinistra, Virzì. Capisco che ci sia stato un accordo per far soldi: avevano bisogno di una critica favorevole, ma nello stesso tempo hanno fatto la truffa della canzoncina sovranista prima dell’uscita del film. Quella è stata una vera truffa per portare un certo pubblico nelle sale cinematografiche. Devo dire che la cosa più bella del film è la colonna sonora con tante canzoni italiane, come “Vagabondo” di Nicola Di Bari”.
La Russa boccia però una precisa scelta sonora del film: “C’è un errore storico, perché nei momenti del film in cui Zalone vuole fare la lezioncina democratica (tra molte virgolette) per denunciare un pensiero razzista, sceglie come canzone “Faccetta nera”, di cui tutto si può dire tranne che fosse razzista perché si parla di ‘faccetta nera’ e non di ‘faccetta negra’. Era il segnale di un colonialismo diverso da quello olandese, da quello belga e da quello inglese, che erano invece profondamente razzisti. Zalone, insomma, poteva anche scegliere di dare una lettura di sinistra, ma poteva farlo come può fare un comico. Invece ha fatto una storiella che non fa né ridere né piangere, fa solo annoiare”.

Sulle passate preferenze politiche di Checco Zalone, il vicepresidente del Senato chiosa: “Dice che ha votato alla sua prima esperienza Berlusconi? Non lo so, può darsi. Mi hanno riferito che ha votato anche Renzi. Doveva però dire di aver votato il Pd, perché l’ultima volta in cui si votava Renzi lui era capo del Pd. E non so se nella città di Zalone si sia candidato Renzi. Anche questa mi sembra una bugia”.

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