Addio Marcia di Radetzky con battito di mani del pubblico. Quel finale è troppo nazista. Durante il prossimo Concerto di Capodanno la Wiener Philharmoniker modificherà l’ultimo brano storicamente in scaletta con una nuova partitura. Motivo? La versione che da decenni ascoltiamo è stata composta durante il periodo nazista. Lo spiega L’Avvenire citando la decisione presa dal neo-direttore dell’orchestra viennese, il lettone Andris Nelsons. Fu Johann Strauss padre a comporre la celebre marcia in onore del feldmaresciallo Johann Joseph Wenzel, conte Radetzky, fresco vincitore della Prima Guerra d’Indipendenza nel lombardo-veneto difeso dalle truppe sabaude.

Il brano venne poi riarrangiato nella versione che conosciamo da decenni con il corale e trascinante battito di mani da Leopold Weninger, un compositore iscritto al NSDAP, il partito nazionalsocialista tedesco. Per questo il neo-direttore Nelsons, nato a Riga nel 1978, ha deciso di stralciare quella versione e proporne un’altra che il primo violino dell’orchestra viennese, Daniel Froschauer, ha descritto come “finalmente libera dalle ombre brune del passato”. Froschauer ha poi aggiunto: “Il musicista con il suo lavoro aveva reso la composizione più simile a una marcia militare anche per aiutare il partito a guadagnare popolarità”. Il primo violino è anche membro del consiglio di amministrazione dell’orchestra che ogni anno organizza il celebre Concerto di Capodanno diffuso in mondovisione in ben 90 paesi.

Concerto, oltretutto, nato proprio nell’anno in cui Hitler invase la Polonia (il 1939) e che quindi, paradossalmente, come molti giornali rilevano, rischierebbe a sua volta di auto estinguersi per una chiara derivazione nazista fin dalla sua origine. Ad ogni modo dal 1 gennaio 2020 oltre ai soliti valzer e polke della famiglia Strauss avremo perfino alcune Contredanses per orchestra di Beethoven, ma il battito di mani nella Marcia di Radetzky non ci sarà più. Melodia, se si può dire, senza essere tacciati di nazismo, che era davvero bella e coinvolgente.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Watchmen è una serie ambiziosa. Con buona pace di Alan Moore

next
Articolo Successivo

Uno ‘Psycho’ esoterico, una Roma ‘deformata’ e non solo. I miei consigli di lettura per il Natale

next