Sono state divise per quasi 30 anni. Ma oggi, dopo un attento lavoro di restauro le tre gigantesche porte del Battistero di Firenze (circa cinque metri di altezza per tre), sono nuovamente insieme. I capolavori in bronzo, realizzati tra il 1330 e il 1452, non saranno visibili nella loro collocazione originale ma nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Al loro posto, per motivi di tutela, ci saranno delle copie fedelissime.

Le porte dal 9 dicembre saranno visibili una accanto all’altra nella Sala del Paradiso del museo dove erano già custodite le due realizzate da Lorenzo Ghiberti, la porta Paradiso, la più recente, e quella Nord. Alle due si è aggiunta la porta Sud la più antica, opera di Andrea Pisano che fu discepolo e collaboratore di Giotto. Il suo restauro, condotto come per gli altri due portali dall’Opificio delle Pietre dure, è stato finanziato con un milione e mezzo di euro dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Egitto, Alessandria è una città sospesa tra Oriente e Occidente. Ma non è più quella di una volta

next
Articolo Successivo

Prima della Scala, i palchi “salotto dei salotti” e pezzo di storia tra potere e scandali: da Foscolo e le sue amanti a Manzoni e le sue carte

next