“Negli Usa nessuno è sopra la legge”. “Se consentiamo ad un presidente di essere al di sopra della legge lo facciamo a rischio della nostra repubblica”. Con queste parole Nancy Pelosi ha ufficializzato la messa in stato d’accusa di Donald Trump. “Le sue azioni hanno violato seriamente la Costituzione, è in gioco la nostra democrazia, il presidente non ci lascia altra scelta che agire”, ha detto la speaker democratica della Camera in una conferenza stampa al Congresso trasmessa in diretta tv. “Oggi chiedo ai nostri presidenti di commissioni di procedere gli articoli di impeachment“, ha detto Pelosi senza specificare nulla sui tempi del voto per la messa in stato d’accusa. Ma l’annuncio di oggi aumenta la possibilità che avvenga prima della pausa per le vacanze di Natale.

“I fatti sono incontestabili: il presidente ha abusato del suo potere per un suo vantaggio politico alle spese della nostra sicurezza nazionale“, ha detto l’esponente democratica, il cui intervento arriva all’indomani della prima audizione sull’impeachment alla Commissione Giustizia della Camera, cui il caso è stato trasferito dalla Commissione Intelligence. “Le azioni del presidente hanno violato seriamente la Costituzione, è in gioco la nostra democrazia, il presidente non ci lascia altra scelta che agire”. L’impeachment “non è sull’Ucraina, questo è sulla Russia, che ha avuto benefici dallo stop agli aiuti militari a Kiev – ha specificato Pelosi – Tutte le strade portano a Putin”.

La speaker ha annunciato che la commissione giustizia della Camera, incaricata di redigere gli articoli d’impeachment, terrà un’altra udienza lunedì prossimo, per sentire i legali delle commissioni giustizia e intelligence. In quell’occasione gli investigatori della maggioranza (democratici) e della minoranza (repubblicana) presenteranno le prove legate all’indagine. Un passo cruciale prima che siano redatti gli articoli da contestare al presidente. Citando fonti del Congresso, il New York Times riferisce che la commissione potrebbe votare gli articoli entro la fine della prossima settimana.

“Nancy Pelosi e i democratici dovrebbero vergognarsi – replica su Twitter la portavoce della Casa Bianca Stephanie Grisham – Donald Trump non ha fatto altro che guidare il nostro Paese, ottenendo un boom dell’economia, più posti di lavoro ed un esercito più forte, solo per nominare alcuni dei suoi principali successi”. “Aspettiamo con ansia un giusto processo al Senato”, conclude Grisham in riferimento al fatto che la procedura dell’impeachment prevede che l’incriminazione del presidente venga decisa dalla Camera mentre il processo sia svolto dal Senato che al momento, a differenza della Camera, è a maggioranza repubblicana.

“I nullafacenti, estremisti di sinistra democratici hanno appena annunciato che faranno l’impeachment contro di me sul nulla”, ha proseguito il presidente sul social network. “Hanno già dovuto rinunciare alla ridicola roba di Mueller – ha aggiunto riferendosi all’inchiesta sul Russiagate condotta dal procurato speciale Robert Mueller – e ora si attaccano a due telefonate assolutamente appropriate (perfette) telefonate con il presidente ucraino”. In un successivo tweet Trump afferma che i democratici utilizzano a fini politici quindi “l’importante e raramente usato impeachment” che ora “sarà usato per attaccare futuri presidenti”. “Questo non è quello che i nostri Padri fondatori avevano in mente – conclude – la cosa buona è che i repubblicani non sono mai stati così uniti. Noi vinceremo!”.

Poco prima della dichiarazione di Pelosi, Trump, con una serie di tweet, aveva detto che se la Camera è intenzionata ad avviare l’impeachment “senza aver un caso ed a scapito del Paese” lo facesse “ora, in fretta, in modo che io possa avere un giusto processo al Senato e così il nostro Paese può tornare alla normalità”. “Avremo Schiff (presidente della Commissione intelligence della Camera, ndr), i Biden, Pelosi e molti altri a testimoniare, e riveleremo, per la prima volta come il nostro sistema sia veramente corrotto”, ha detto il presidente, che usa la prima persona plurale, riferendosi alla maggioranza repubblicana che controlla il Senato che dovrà gestire il processo, dall’esito sulla carta scontato, in cui lui comunque sarà l’imputato.

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