Israele, via libera al tribunale speciale per la strage del 7 ottobre: diretta streaming e pena di morte per i palestinesi
I palestinesi accusati della strage del 7 ottobre 2023 saranno giudicati da un tribunale speciale israeliano, che avrà anche l’autorità di condannarli a morte. Con 93 voti a favore e nessun contrario, nella notte tra l’11 e il 12 maggio la Knesset ha dato il via libera a un disegno di legge pensato appositamente per coloro che sono ritenuti responsabili di aver preso parte all’attacco organizzato da Hamas. Una misura che permette al governo di Netanyahu di bypassare il vincolo della non-retroattività dell’altra norma sulla pena capitale per i palestinesi approvata a marzo. Quella legge, infatti, promossa dal ministro estremista Ben Gvir, è applicabile solo ai casi futuri e non a coloro che sono già in cella in attesa di giudizio.
Questo nuovo provvedimento, come quello di marzo, è stato fortemente criticato dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Secondo le ong non solo viene resa troppo facile l’imposizione della pena di morte, ma vengono anche cancellate le procedure a tutela del diritto a un processo equo. Alcune realtà come Hamoked, Adalah e il Comitato pubblico contro la tortura in Israele, hanno dichiarato che, sebbene “la giustizia per le vittime del 7 ottobre sia un imperativo legittimo e urgente”, qualsiasi responsabilità per i crimini “deve essere perseguita attraverso un processo che includa, anziché abbandonare, i principi di giustizia”. Il Comitato pubblico contro la tortura in Israele ha ricordato inoltre che il Paese detiene circa 1300 palestinesi di Gaza senza alcuna accusa nei propri centri di detenzione. Almeno 7mila palestinesi di Gaza sono stati tenuti in custodia da Israele dall’ottobre 2023, e 5mila di loro sono stati successivamente rilasciati.
La legge appena approvata prevede che la pena capitale venga emanata da un collegio di giudici a maggioranza di voti. Gli imputati potranno opporsi alla sentenza, ma i ricorsi dovranno essere esaminati da una Corte d’appello speciale e separata, anziché dalle normali Corti d’appello. Le udienze, inoltre, si dovranno svolgere in un’aula di tribunale di Gerusalemme e saranno trasmesse in diretta streaming (anche il processo del 1962 contro il criminale di guerra Adolf Eichmann fu trasmesso in tv. Il nazista fu poi giustiziato per impiccagione). Quest’ultimo è un altro elemento sotto accusa da parte degli oppositori del disegno di legge: la trasmissione dei procedimenti prima che la colpevolezza sia accertata, è la preoccupazione comune, rischia di trasformare i processi in uno spettacolo. Dubbi anche sull’affidabilità delle prove presentate, poiché potrebbero essere state estorte con metodi di interrogatorio violenti.