Un morto, gondole e barche scaraventate sulle rive, giganteschi vaporetti accartocciati sui masegni agli Schiavoni come giocattoli. Venezia subisce la peggiore alta marea dal 1966 e il centro storico colpito nei simboli, dalla Basilica di San Marco al Teatro La Fenice, diventa il terreno di scontro sul Mose, l’eterna incompiuta che sulla carta dovrebbe proteggere la città in giornate come questa. L’opera, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arrivato in serata in laguna, va “completata rapidamente” , visto che “siamo al 92-93% dell’opera”. Quindi si sbilancia: “Riuniremo il comitatone, non dobbiamo prendere in giro i cittadini dicendo che completeremo il Mose l’anno prossimo – dice in tarda serata – Sarà verosimilmente completato nella primavera del 2021″. Mentre la situazione critica in cui versa la città a causa dell’acqua alta – che ha toccato il record di 1 metro e 87 centimetri – verrà affrontata in Consiglio dei ministri giovedì, in tarda mattinata: “Sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia. Allo stato non ci sono ragioni per negarlo e stanziare i primi fondi”, ha spiegato il premier rispondendo agli appelli del sindaco Luigi Brugnaro e del governatore veneto Luca Zaia, che parla di “devastazione totale” e dice che il Mose fosse stato in funzione avrebbe protetto Venezia. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ci mette il carico: “L’opera del Mose è fondamentale anche se non riguarda la zona di San Marco, su cui bisogna fare altre riflessioni, ma conto che la manovra esca con 100 milioni di euro per mettere in esercizio un’opera piuttosto che tenerla ferma”. Un’accusa che fonti del M5s giudicano “irricevibile” perché la Lega governa la Regione “da molto tempo ed ha competenza concorrente con lo Stato” sull’opera.

“Centinaia di milioni di danni”: più di 70 imbarcazioni colpite
Intanto comincia la conta dei danni che il sindaco ha quantificato in “centinaia di milioni di euro“. Il comandante della Polizia locale, Marco Agostini, ha elencato a ilfattoquotidiano.it i danni al momento noti. Tre vaporetti sono andati distrutti a Sant’Elena, un motoscafo è rimasto incastrato in Calle delle Razze, vicino a piazza San Marco, dopo essere stato spinto a terra dalla tromba d’aria che martedì sera, verso mezzanotte, si è abbattuta sull’area marciana mentre infuriava la mareggiata. Ci sono 15 gondole sfasciate vicino all’Hotel Danieli, così come sono state danneggiate circa 50 barche private. A San Giorgio Maggiore due barche della Finanza si sono sganciate dagli ormeggi. Danni anche per 3 vaporetti in Riva degli Schiavoni. Si sono sganciati anche due pontili della Veritas, la società che si occupa della gestione dei rifiuti.

Un 78enne morto durante la mareggiata
Nella notte la mareggiata ha causato la morte di un uomo di 78 anni, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata a Pellestrina. Un altro anziano è stato trovato morto nella sua casa: è un decesso naturale, a causa di un malore. Nella notte si sono verificati diversi incendi a causa delle centraline elettriche invase dall’acqua: uno di questi ha colpito anche l’interno del museo di Cà Pesaro. All’interno della Basilica di San Marco l’acqua è arrivata a un metro e il sistema di valvole e pompe è progettato per funzionare con al massimo 85-88 centimetri: tutta la cripta è stata sommersa e dentro la basilica, nel momento di picco di marea, si misurava dalla pavimentazione quasi un metro e 10 di acqua. “Siamo stati a un soffio dall’Apocalisse”, ha spiegato all’Ansa il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini, ringranziando il personale per la velocità con cui è intervenuto. L’acqua alta che ha colpito Venezia non ha risparmiato nemmeno il Teatro La Fenice. Il capo politico M5s Luigi Di Maio ha annunciato una moratoria verso imprese artigiani, commercianti, famiglie: “Gli imprenditori e le associazioni che fanno grande questa regione ci chiedono che si blocchino mutui e contributi. A questa richiesta dobbiamo rispondere subito”, ha scritto su Facebook.

Neve in Alto Adige: in 15mila senza corrente
Il maltempo ha colpito anche l’Alto Adige, dove a causa delle copiose nevicate ci sono 15mila utenze al momento senza corrente elettrica. Le situazioni più complicate si registrano nella zona dolomitica e in quella orientale del territorio altoatesino. Fra Barbiano, Laion, la Val Pusteria e la Val Gardena, il principale distributore di energia elettrica della Provincia di Bolzano è all’opera con diverse squadre di intervento per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile. Il traffico è inoltre interrotto lungo la linea ferroviaria della val Pusteria a causa della caduta sui binari di diversi alberi, anche di grandi dimensioni. I lavori per lo sgombero dureranno probabilmente sino a questa sera e, prima di allora, i treni non potranno tornare a viaggiare lungo la linea tra Fortezza e San Candido. Sempre per motivi di sicurezza sono numerose le strade chiuse al traffico a causa della caduta di alberi. Anche sulle Dolomiti venete si segnala rischio valanghe, mentre nel Trevigiano sono stati oltre 100 gli interventi dei Vigili del Fuoco.

CRONACA ORA PER ORA (aggiornata alle 22.48)

22.30 – Conte: “Mose pronto verosimilmente nel 2021”
“Riuniremo il comitatone, non dobbiamo prendere in giro i cittadini dicendo che completeremo il Mose l’anno prossimo. Il Mose sarà verosimilmente completato nella primavera del 2021”, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

20.53 – Conte dentro la Basilica di San Marco
Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, sta effettuando un sopralluogo nella basilica di San Marco per verificare i danni prodotti dall’acqua alta che ieri ha raggiunto i 187 centimetri.

20.30 – De Micheli: “Mose? Procedura per commissario” – “C’è una procedura in corso, quando avremo tutte le firme ve lo comunicheremo”. Così la ministra delle Infrastrutture, Paola de Micheli, ha risposto a venezia ai giornalisti sul commissario per la conclusione del Mose.

20.24 – Conte: “Il Mose va finito” – “Per il Mose siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93% dell’opera e guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”. Lo ha detto stasera a Venezia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

20.20 – Conte: “Il governo è presente” – “Il governo è presente, siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell’Italia e dell’umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al termine di un vertice a Venezia annunciando un Cdm per domani in cui verrà decretato lo stato di emergenza.

20.10 – Conte: “Domani Cdm per stato di emergenza” – “Non siamo in grado di quantificare i danni. Domani c’è un Consiglio dei ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia. Allo stato non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, al termine della riunione tecnica post-acqua alta a Venezia.

18.45 – Il premier Conte a Venezia per riunione tecnica – Il premier Giuseppe Conte è giunto intorno alle ore 18:30 a Venezia, dove è in programma una riunione tecnica dopo l’acqua alta di Venezia, nella Centrale operativa comunale. Accompagnato dal ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, Conte incontrerà il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

17.15 – Zaia formalizza la richiesta di stato di emergenza – Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale”, sulla base dell’articolo 24 del D.Lgs del 2 gennaio 2018.
Nella richiesta, inviata a mezzo di posta certificata, il Governatore fa riferimento al disastro accaduto a Venezia e ai gravi danni subiti anche da altre parti del territorio.

15.23 – A San Marco 120 cm d’acqua nella cripta – È stata allagata da 120 cm di acqua la cripta della Basilica di San Marco, a causa dell’acqua alta verificatasi la scorsa notte a Venezia. Lo ha detto il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin. “È la prima volta – ha proseguito Tesserin – che succede dopo la grande marea del 1966, ed è stata un’amara sorpresa. Questa volta, l’acqua non è arrivata dal pavimento ma è entrata dalle finestre. Ci sono stati danni alle tombe dei patriarchi”. “Fortunatamente – ha proseguito Tesserin – in aggiunta a quelle esistenti abbiamo portato altre pompe, per cui in meno di 24 ore l’abbiamo messa all’asciutto. Però i danni rimangono, perché in queste 20 ore circa la capacità di assorbimento dei pavimenti e delle pareti è drammatica. La verificheremo nei tempi, speriamo non sia così come temiamo”.

14.50 – Conte: “A Venezia situazione drammatica” – “Non mi tratterrò, sto viaggiando per Venezia dove c’è una situazione drammatica, una situazione maltempo che ci preoccupa e fa soffrire le comunità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo all’apertura del 684/o anno accademico dell’Università di Camerino.

14.33 – Friuli Venezia Giulia chiede lo stato di emergenza – Il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, di concerto con il vicegovernatore, delegato alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha chiesto lo stato di emergenza nazionale dopo una verifica, effettuata assieme ai vertici della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, sull’entità dei danni causati dal maltempo della notte scorsa. Particolarmente colpite le zone costiere e quelle contermini: dal centro storico di Grado ad Aquileia, Latisana, Villaggio del Pescatore nel comune di Duino Aurisina, alcune aree di Monfalcone e Trieste, dove si sono verificati allagamenti e danni conseguenti alla mareggiata.

14.21 – Acqua alta colpisce anche Chioggia: 170 cm – “Esprimo la massima solidarietà dell’Amministrazione comunale a tutti i concittadini e alle attività commerciali per i danni subiti dalla marea eccezionale verificatasi questa notte”. Lo afferma il sindaco di Chioggia (Venezia) Alessandro Ferro con la cittadina lagunare che ha vissuto quanto accaduto nel capoluogo. “Le condizioni, dovute presumibilmente ai venti, sono cambiate rapidamente nel giro di pochi minuti ieri sera portando la marea a toccare i 170 cm”. “Sono state chiuse le scuole del centro storico di Chioggia per la giornata odierna – prosegue -. Invitiamo la popolazione a documentare fedelmente fin da subito i danni subiti per eventuali future richieste di risarcimento”.

13.47 – Brugnaro: “Danni per centinaia di milioni di euro” – “Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro”. Lo ha detto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nella conferenza stampa sul dopo acqua alta a Venezia. Facendo un esempio dei danni il sindaco ha sottolineato che “ci sono cinque battelli del trasporto pubblico gravemente lesionati, due ancora sui masegni (il selciato) di San Marco”.

13.28 – Zaia: “Il premier Conte si fermerà una notte in città” – “Ho parlato un quarto d’ora fa con il premier Conte, sarà qui stasera verso le 17. Si fermerà anche la notte a Venezia”. Lo ha detto il Governatore del Veneto Luca Zaia, durante la conferenza stampa per far il punto sul dopo acqua alta. Zaia ha iniziato il suo intervento con un ricordo delle due vittime registrate a Pellestrina. “Il mio pensiero – ha detto – va alle persona che hanno peso la vita”.

13.20 – Brugnaro: “In gioco il futuro stesso di Venezia” – “Qui non si tratta di quantificare i danni soltanto, ma del futuro stesso della città. Perchè lo spopolamento di Venezia nasce anche da questo”. Così il sindaco Luigi Brugnaro, nella conferenza stampa per fare il punto della situazione dopo la grande acqua alta di ieri. “Se un giovane vede che stiamo dando della soluzioni pensa di a vivere in centro storico – ha aggiunto – altrimenti pensa solo ad andar via, perchè non si riesce più a vivere in questo modo”.

12.57 – Di Maio: “Moratoria verso imprese e famiglie” – “Venezia è sommersa come mai prima d’ora. Qui è a rischio la vita delle persone – e due purtroppo sono già morte – sono a rischio beni culturali dal valore inestimabile. Gli imprenditori e le associazioni che fanno grande questa regione ci chiedono che si blocchino mutui e contributi. A questa richiesta dobbiamo rispondere subito. Ci metteremo al lavoro immediatamente per una moratoria verso imprese, artigiani, commercianti, famiglie. Venezia e i veneti vanno supportati con ogni mezzo”. Così Luigi Di Maio su facebook.

12.48 – Mattarella telefona al sindaco Brugnaro – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro per informarsi delle condizioni della città. Il Capo dello Stato ha chiamato anche il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri per capire la situazione della città.

12.22 – Meteorologo: “Venerdì nuova nevicata in Alto Adige” – “Venerdì sono attese altre precipitazioni intense con 40-60 centimetri di neve fresca. I fiocchi potranno scendere fino a valle”. Lo dice all’Ansa il meteorologo provinciale Dieter Peterlin. Dopo quello della scorsa notte e quello di venerdì, domenica un terzo fronte di perturbazioni dovrebbe raggiungere l’Alto Adige.

12.08 – Procuratore di San Marco: “A un soffio dall’Apocalisse” – “Siamo stati a un soffio dall’Apocalisse, a un pelo dal disastro“. Lo ha detto all’Ansa il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini, raccontando quello che la mareggiata di ieri sera ha portato alla chiesa. “Superato il metro e 65 cm – ha aggiunto – l’acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è entrata nella cripta, allagandola. La cosa è pericolosa non tanto per le cose in essa contenute, ma perché l’acqua avrebbe potuto dare problemi statici alle colonne, che reggono la basilica”. “Per fortuna il personale ha agito con velocità – ha proseguito Campostrini – e ha evitato danni fisici peggiori, con le nostre paratoie mobili che comunque sono state superate. All’interno della basilica non ci sono danni visibili, gli oggetti preziosi e i paramenti sono stati sollevati e messi al sicuro. Resta il danno invisibile che è in via di valutazione, quello delle infiltrazioni e della risalita dell’acqua lungo le pareti. Siamo stanchi e arrabbiati”, ha concluso.

12.01 – Il premier Conte a Venezia nel pomeriggio – Il presidente del Consiglio si recherà a Venezia, che è in emergenza per l’acqua alta, nel primo pomeriggio, dopo aver inaugurato l’anno accademico a Camerino. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

11.58 – Neve in Alto Adige: 15mila senza luce, treni e strade bloccati – A causa delle copiose nevicate in Alto Adige, con 280 interventi dei vigili del fuoco, 15mila utenze risultano al momento senza corrente elettrica. È chiusa inoltre la linea ferroviaria della Val Pusteria e anche numerose strade per caduta alberi.

11.43 – Rischio valanghe in Veneto e sul confine austriaco – Oggi e domani rischio valanghe marcato su Dolomiti e Prealpi, sulle vie di comunicazione in quota e nelle aree sciistiche. Lo comunica l’Agenzia Regionale per la Prevenzione Ambientale del Veneto. In Alto Adige e in Tirolo il pericolo valanghe è in netto aumento. Slavine possono essere distaccate già da un singolo sciatore, e arrivare a dimensioni grandi nelle regioni con tanta neve fresca. Per le escursioni è necessaria esperienza nella valutazione del pericolo valanghe. Ciò riguarda soprattutto le zone con un manto nevoso continuo prima delle precipitazioni, comunica il Report valanghe transfrontaliero.

11.34 – Croazia, emergenza in Istria e Dalmazia – Le piogge incessanti e il vento forte di scirocco che imperversano da alcuni giorni hanno creato una situazione di emergenza lungo l’intera costa adriatica della Croazia, dove si registrano inondazioni e interruzioni nella circolazione stradale e nel trasporto marittimo. L’allarme rosso per le condizioni meteo estreme riguarda l’Istria e la Dalmazia, con la situazione particolarmente critica a Split (Spalato), dove – secondo i media locali – il famoso Palazzo di Diocleziano, la principale attrazione turistica della città, è in parte allagato.

11.25 – Martella: “Governo segue situazioni, in prossimo vertice interventi urgenti” – “La drammatica situazione di emergenza che si è creata a Venezia in queste ore, la più grave dal 1966, è seguita direttamente dal Governo che la affronterà nel prossimo Cdm per valutare gli interventi necessari ed urgenti che tutelino la città, la sua laguna e i suoi abitanti”. Lo scrive su twitter il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Andrea Martella.

11.20 – Un centinaio di interventi dei Vigili del Fuoco nel Trevigiano – Sono circa un centinaio gli interventi conclusi o in fase di ultimazione da parte dei Vigili del fuoco in provincia di Treviso come conseguenza delle avversità meteorologiche delle ultime ore. Si tratta, in generale, di operazioni collegate alla caduta di piccole strutture come insegne, impalcature e pali di reti tecnologiche, oppure di piante abbattute dalle raffiche di vento. Gli eventi sono distribuiti in tutti i quadranti della Marca. Non si segnalano danni a persone.

11.05 – Dibattito in Aula alla Camera su situazione Venezia – È in corso alla Camera un dibattito sulla situazione della città lagunare: la Lega ha chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che il governo dichiari lo stato di emergenza. Anche Italia viva, con la deputata Sara Moretto, ha chiesto analogo provvedimento.

10.55 – Nuovo picco marea a 138 centimetri – Il Centro Maree di Venezia ha fatto sapere che il picco di marea delle 10.30 è risultato inferiore ai 150 centimetri previsti. Il livello della marea registrato a Punta della Salute è di 138 centimetri.

10.50 – Mibact: “A rischio marmi, strutture lignee e pavimenti di San Marco” – Le strutture del ministero dei Beni culturali e del Turismo sono al lavoro per verificare i danni arrecati dalla marea che in queste ore sta colpendo Venezia. Al momento, spiegano da via del Collegio Romano, non è possibile determinare la loro entità anche alla luce della vastità del patrimonio culturale della città lagunare. Per quanto riguarda la Basilica di San Marco sarebbero a rischio i marmi le strutture lignee e i pavimenti. Nel frattempo è stata attivata l’unità di crisi del dicastero e il ministro Franceschini sta seguendo passo passo l’evolversi della situazione.

10.40 – Colpito anche il Teatro La Fenice – L’acqua alta che ha colpito Venezia non ha risparmiato il Teatro La Fenice. L’acqua non ha intaccato la struttura del teatro ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello anti incendio. Lo rende noto all’Ansa il sovrintendente Fortunato Ortombina che dice “stiamo lavorando per ripristinare quanto fuori uso, tutte le pompe idrauliche sono in funzione”.

10.35 – 40-50 centimetri di neve sulle Dolomiti – Nevica abbondantemente sulle Dolomiti e in alcune zone dell’Alto Adige, dove nel corso della notte sono caduti fino a 50 centimetri di neve. Numerose strade sono bloccate per alberi caduti, così anche la linea ferroviaria della val Pusteria. Oltre 200 gli interventi dei vigili del fuoco per liberare le strade, mentre a Bolzano si registrano cantine allagate. I maggiori problemi si registrano in val d’Ega, val Gardena e val Pusteria. Nel pomeriggio è previsto un miglioramento della situazione. Sono chiusi per motivi di sicurezza Passo Mendola, Passo Giovo, Passo Gardena, Passo Sella, Passo Valparola, Passo Falzarego, Passo Pordoi, Passo Pennes e Passo delle Erbe (raggiungibile dalla Val Badia), mentre Passo dello Stelvio, Passo Rombo e Passo Stalle hanno chiusura invernale. Sull’autostrada del Brennero si segnalano in direzione nord tra Bressanone ed i Brennero code di mezzi pesanti per traffico intenso e per le nevicate.

10.30 – Maltempo in Austria: blckout e scuole chiuse – È emergenza neve nella zona meridionale dell’Austria: si registrano 60 cm di neve, a Heiligenblut addirittura quasi un metro. Sono migliaia le case senza corrente elettrica nel Tirolo orientale, in Carinzia e in Stiria. A Heiligenblut, come negli altri comuni della Mölltal, sono chiuse le scuole e gli asili. Gli scuolabus non riescono a circolare sulle strade innevate, dove si registrano frane e smottamenti. Sull’autostrada dei Tauri problemi a causa di auto e tir senza attrezzatura invernale.

10.21 – Il sindaco Brugnaro: “Gravi danni alla basilica di San Marco – “Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole. Siamo qui con il Patriarca Moraglia per portare il nostro sostegno ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti per superare queste giornate che ci stanno mettendo a dura prova”. Così il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che in un tweet ha dato un aggiornamento sulla situazione in città, dove è iniziata la conta dei danni.

10.20 – Salvini: “Subito 1 miliardo per Venezia” – “Un patrimonio dell’umanità che il governo non può ignorare: per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato un altro emendamento alla manovra insieme alla proposta di stanziare 100 milioni per la manutenzione del Mose.

10.15 – Protezione Civile: “Numerosissimi danni nel centro storico” – L’Unità di Crisi della Protezione Civile ha diramato un primo aggiornamento sui danni provocati dal maltempo registrati nella nottata, spiegando che le criticità si registrano soprattutto nel centro storico della città di Venezia e nell’isola di Pellestrina. Criticità si sono registrate anche lungo tutta la costa da Venezia, fino al confine con Lignano (Udine) dove ci sono problemi in particolare alla linea elettrica. ano, in particolare nelle zone di Treviso, Conegliano e nell’area del Montello

10.10 – Il sindaco Brugnaro: “Ci sono danni ingenti” – “La città è in ginocchio. E’ in ginocchio perché l’acqua, superando le barriere, ha inondato i negozi. Perché non ci sono solo i monumenti, ci sono anche i veneziani che sono quelli che stanno spalando acqua e tenendo duro. Gli impianti elettrici, tutto è andato sotto l’acqua, acqua di mare. Ci sono danni ingenti“. A spiegare la situazione a Venezia è il sindaco Luigi Brugnaro, intervistato da Agorà. “I danni? Una cifra enorme, inestimabile. Questi sono gli effetti degli eventi climatici. Penso sia il momento che il Mose funzioni”, ha aggiunto il primo cittadino che ha chiesto l’attivazione dello stato di crisi. Questo “è il terzo picco di marea – spiega ancora Brugnaro -, oggi abbiamo chiuso tutte le scuole in centro e nelle isole. E’ il peggior picco, perché è arrivata Bora assieme a Scirocco che si è incuneata dentro le bocche di porto aumentando la marea di altri 20 centimetri. Per questo attualmente Pellestrina è sotto l’acqua e ci sono stati due morti”.

10.05 – Marea raggiunge picco 150 centimetri in città – L’alta marea ha raggiunto il nuovo picco di 150 centimetri in città mentre in mare il livello ha toccato i 160 cm ma sta rapidamente calando, come fa sapere il Centro maree del Comune di Venezia con un sms appena emesso.

10.00 – Task force del Ministero per verificare le scuole – “La task force del Miur si sta attivando per verificare la presenza di criticità nelle scuole su cui intervenire immediatamente. Solidarietà e vicinanza ai cittadini che stanno vivendo queste ore drammatiche. E un grazie per il loro prezioso lavoro a vigili del fuoco, protezione civile, e forze dell’ordine impegnate per l’emergenza. Tutto il Paese vi è vicino”. Così ha scritto su Facebook il vice ministro dell’Istruzione Anna Ascani.

9.50 – Zaia: “Devastazione apocalittica e totale” – “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi”: a dirlo è il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in collegamento con la trasmissione di Canale 5 Mattino 5.

9.10 – Salvini: “Propongo emendamento per Mose” – “Purtroppo ci sarà un’altra alta marea, a spanne mezzo miliardo di danni. Il Mose è pronto ad entrare in azione ma servono 100 milioni per la manutenzione annua. Uscito da qui andrò al Senato per un emendamento alla manovra per trovare questi soldi, per mettere in sicurezza un patrimonio non italiano, ma mondiale”. È questa la proposta lanciata da Matteo Salvini in diretta a Mattino 5.

08.50 – Mibact attiva unità di crisi – “Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha attivato l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dall’eccezionale alta marea che sta colpendo Venezia”. Lo comunica il segretario Generale del Mibact, Salvo Nastasi che sottolinea “che da ieri il ministero sta seguendo passo passo l’evolversi della situazione”.

8.45 – Scuole chiuse, in funzione i vaporetti – Tutte le scuole in città e nelle isole oggi restano chiuse. Sono però regolarmente in funzione i vaporetti dell’Actv, che possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50. Anche la sede del Comune a Cà Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasta isolato a causa della dalla marea.

8.30 – Sindaco Brugnaro chiede stato di crisi – Dopo il picco straordinario di marea da 187 centimetri che questa notte ha colpito Venezia, l’Amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Alle 12 il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il Direttore del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli, terranno una conferenza stampa nella sala operativa della Protezione civile regionale a Marghera. “Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro – invita il sindaco Brugnaro – nei prossimi giorni comunicheremo le modalità precise per la richiesta di contributo”.

8.15 – Rischio alta marea fino a venerdì – Venezia potrebbe restare ancora per giorni “ostaggio” delle alte maree eccezionali. Il Centro maree del Comune, infatti, prevede dopo un nuovo picco oggi di 160 centimetri sul medio mare, altre massime su livelli molto alti per tutta la settimana. Per giovedì 14 novembre 130 centimetri, verso le ore 11, e 140 centimetri venerdì 15, sempre a metà mattinata.

8.00 – Spento l’incendio nel museo Ca’ Pesaro – I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l’incendio divampato nella serata di martedì all’interno del museo di Cà Pesaro a Venezia a causa del mal funzionamento della cabina elettrica. La squadra è ancora sul posto. Nella notte i pompieri hanno efettuato un centinaio di interventi in tutta la città e nelle isole e altre 120 richieste verranno evase in mattinata.

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