La misura sulla tassazione delle auto aziendali? Durante la mia esperienza di viceministro dell’Economia nel governo Renzi, devo dire che il ministro Padoan un pochino ascoltava e per fortuna Renzi ascoltava un po’ di più il sottoscritto. Quindi, anche se non abbiamo fatto tutto perfettamente, vaccate così clamorose ce le siamo risparmiate“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino” (Radio24) da Enrico Zanetti, ex viceministro dell’Economia del governo Renzi.

Zanetti commenta la stretta fiscale sulle auto aziendali, prevista nella bozza della manovra: “E’ una norma talmente strampalata che, secondo me, non arriverà in fondo al percorso, però esiste, almeno sulla base di quello che al momento hanno scritto nelle bozze che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 29 ottobre. In questo modo, un dipendente che guadagna tra i 28mila e i 55mila euro lordi all’anno dovrebbe pagare nel 2020 circa 2100 euro di tasse in più per un’auto aziendale. E non parlo di un’ammiraglia dell’Audi o della Bmw, ma, per esempio, di una Fiat Tipo. Se poi saliamo di reddito e di auto, arriviamo in alcuni casi anche a 6-7mila euro. Oltre al dipendente, naturalmente pagherà di più anche l’azienda – continua – perché le aziende pagano circa il 25% di contributi sociali sul reddito imponibile, quindi anche loro avranno un 25% in più di contributi da pagare. Nel complesso, insomma, è una stangata assolutamente irragionevole. Replica, peraltro, un tentativo analogo fatto nel 2006 dall’allora ministro delle Finanze Visco nel governo Prodi. Ma ci fu subito nel 2007 una marcia indietro dello stesso governo, perché era un intervento non sostenibile. Purtroppo passano gli anni, i governi e i ministri, ma alcuni cattivi consiglieri, che provengono dalla famosa area Ds, sul fisco continuano a mietere danni“.

Zanetti aggiunge: “E’ chiaro che a quel punto si smetteranno di dare le auto aziendali, che valgono circa il 40% delle immatricolazioni ed evidentemente con un inasprimento così clamoroso di tassazione il meccanismo dell’auto aziendale diventa non più conveniente. In alcuni casi si rinuncerà all’auto aziendale, in altri probabilmente si sceglieranno altri escamotage, come il vendere l’auto al dipendente, il quale a quel punto ricorre ai rimborsi chilometrici, che sono esentasse. Ma in quest’ultimo caso c’è tutta la burocrazia dei rimborsi. Alla fine, una norma come questa è stupida, non solo perché rischia seriamente di danneggiare un mercato importante come quello delle automobili, ma anche per il fatto che non ti porti a casa neppure i soldi“.

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