Quanta umanità si è ritrovata alla due giorni del Memorial Stefano Cucchi, nel decennale della sua scomparsa. Nessuna delle associazioni per i diritti umani è voluta mancare. Ma anche tante tante altre. Non le nomino tutte perché farei sicuramente torto a qualcuna dimenticandomela. L’abbraccio delle varie delegazioni della Fiom, dei bellissimi lavoratori della Lamborghini, degli ultras dell’Atalanta da sempre vicini a Giovanni e Rita.

La mano che mi stringe la sindaca Virginia Raggi sul palco dopo essersi iscritta all’associazione Stefano Cucchi, l’abbraccio sincero di Maurizio Martina dopo esserci seduti attorno ad un tavolino per bere insieme uno spritz brindando anche alla sua iscrizione, il sorriso di Stefano Fassina, contento di esserci nonostante qualche dolore di troppo al costato. I giornalisti di #nobavagliopress. Ma, soprattutto, tantissima gente intorno a noi di ogni età ed estrazione sociale.

Solo applausi, abbracci e strette di mano. Famiglie che non hanno smesso di sperare in un mondo diverso, persone normali che non si sono arrese al cinismo, padre dell’odio. Tanta gente diversa, riunita dal cuore di idee che non debbono mai essere pretesti per dividere ma solo unire. Tanta voglia di esserci, di partecipare a un qualcosa di magico. Era ben percepibile da tutti.

L’anima di una umanità in marcia verso un orizzonte più limpido, libero dal fumo degli spot politici divisivi e fomentatori di odio che sono sempre, purtroppo, di facile presa. Un’umanità in marcia libera dalla sete di potere, quello fine a se stesso. Non c’è bisogno di dire altro.

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