Instagram continua la sua rivoluzione nel nome della privacy. Dopo la rimozione del numero di like sotto ogni post, ora toglie ufficialmente anche i “seguiti”. Ovvero quella sezione, fino a ieri accessibile con un clic sul cuoricino in basso accanto all’icona del proprio profilo, da cui si poteva osservare la propria attività ma soprattutto quella delle persone da noi seguite. La sezione aveva praticamente una doppia vita. I manager di Instagram l’avevano pensata e introdotta nel 2011 come il punto di partenza da cui gli utenti avrebbero potuto scoprire nuovi account e contenuti: a lui piace quello e magari interessa anche a me, più o meno la logica era questa. Invece gli analisti di Instagram hanno scoperto che la sezione era poco nota agli utenti e chi la conosceva tendeva a usarla in maniera impropria.

Nel senso che “Seguiti” era il metodo trasparente e invisibile con cui farsi gli affari degli altri, controllare chi mette like a cosa, tracciare le attività degli amici e quindi spiarli, letteralmente alla luce del sole. Per questo Instagram l’ha eliminata, decidendo così di dare ancora più rilevanza alla sezione “Esplora”, un hub raggiungibile cliccando sulla lente d’ingrandimento e dove gli algoritmi interni di IG mettono in mostra contenuti profilati in base alle nostre attività sul social. Sarà quindi questo lo spazio attraverso cui l’utente potrà entrare nell’universo di Instagram che, a giugno 2018, contava un miliardo di utenti attivi mensilmente in tutto il mondo.

Un altro passo per una maggiore privacy degli utenti, meno “rivoluzionario” ma sicuramente più innovativo, è l’introduzione di Threads. Si tratta di un’app di messaggistica esterna (e dunque scaricabile dai vari store online) per condividere foto, immagini, video e chat con gli amici intimi di Instagram. Dopo le Stories e i messaggi visivi su Direct, Instagram mette a disposizione un’altra possibilità di condivisione sicura e soprattutto veloce. Thread infatti si apre direttamente sulla fotocamera, scegliendo l’icona della persona a cui vogliamo inviare il contenuto scatterà la foto o verrà registrato il video che, come nelle storie, potrà essere riprodotto una volta sola, più volte o salvato nella chat.

Con Threads è possibile anche inviare i messaggi e avviare chat di gruppo, a patto che ogni partecipante appartenga alla lista degli amici intimi. L’unico punto su cui gli esperti dibattono è lo Stato. Threads infatti offre anche la possibilità di aggiornare in mondo automatico il proprio stato in base alla posizione, al movimento, al livello di batteria dello smartphone e alla connessione di rete. In questo senso l’app ha dichiarato che non mostrerà mai l’indirizzo o il nome di un luogo ma solo il “tipo” di luogo, per esempio cinema o casa. Facebook, che possiede Instagram che possiede Threads, ha infatti specificato che agli utenti verrà chiesto di concordare in modo specifico l’utilizzo dell’Auto Status e che quando Threads invierà le informazioni sulla posizione ai server di Facebook per cercare le posizioni, queste verranno memorizzate sui dispositivi solo per un tempo limitato. “Il futuro è privato”, parola di Mark Zuckerberg.

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