“Non faremo le cose in grande”. Il motto è già chiaro di per sé: quest’anno il Festival delle Eccezioni parla di tutto ciò che è piccolo. Che sia breve nel tempo, ridotto nello spazio, giovane d’età, limitato, effimero o passeggero perché considerato di scarsa importanza. Dal 20 al 22 settembre, tre giorni per riscoprire i valori di una dimensione controcorrente e spesso sottovalutata, ma punto di partenza per fare rete e per crescere. Casperia, il piccolo comune in provincia di Rieti sede dell’evento, rientra in pieno nel tema (conta poco più di 1.200 abitanti).

Un programma fitto, scandito da eventi culturali gratuiti, incontri, installazioni, esibizioni e laboratori aperti al pubblico. Il filone sarà sempre la dimensione minima, declinata nei modi più diversi. Si comincia venerdì 20 con le opportunità e i problemi per i piccoli comuni, per passare alla salvaguardia del pianeta attraverso la cura dei beni locali. A tale proposito, Gregorio Arena racconterà il lavoro sviluppato dalla rete di Labsus. Non solo ambiente, anche poesia e letteratura con l’introduzione agli haiku e la poesia minima con Riccardo Duranti e l’approfondimento letterario su Robert Walser spiegato dallo scrittore Jean Talon. Non può mancare inoltre l’astronomia: fra i tanti incontri, Catalina Corceanu dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) si concentrerà sulla seconda rivoluzione quantistica, Valerio Vagelli dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sulle astroparticelle.

Prevista anche la mostra con le illustrazioni per l’infanzia di Alessandra Forte e quella sui libri tascabili di Raimondo Di Maio, i laboratori sulla stampa a cura di Betterpress e quelli del Museo del Fiume di Nazzano, gli spettacoli di Giardinaggio Planetario di Lorenza Zambon e Piccoli funerali di Maurizio Rippa e Amedeo Monda, fino alla musica e le regole linguistiche del dialetto romano di Lucio Leoni e Marco Colonna.

Gli abitanti di Casperia saranno parte attiva: hanno aperto le porte delle loro case per dare il via a un progetto di ospitalità diffusa che permetta di sostenere il Festival. L’associazione culturale Proloco, invece, contribuirà offrendo i pasti per i volontari, gli organizzatori e i relatori.

Cittadini e pubblico parteciperanno inoltre alla realizzazione di un arazzo che sarà donato al Comune, tessuto e curato da Barbara della Polla. L’opera ruoterà attorno alla frase dell’artista Maria Lai: “L’opera d’arte occupa un piccolo spazio, ma come l’atomo, può sconvolgere uno spazio immenso.” Non poteva essere altrimenti.

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