Il commiato era annunciato, ma il fatto che lo fosse non allevia l’amarezza. Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli sono tra i ministri del M5s non riconfermati nel secondo governo Conte. Nelle scorse ore si sono espressi sulla loro dipartita. L’ex titolare della Difesa lo ha fatto in un’intervista al Messaggero: “Sapevo che il Movimento non mi avrebbe lasciato al ministero”, ha detto la Trenta al quotidiano capitolino. Non mancando di sottolineare la propria amarezza: “Lo dico. Non sono contenta, non meritavo tutto questo”.

“Sono stata una delle persone che ha lottato più di tutti contro Salvini“, rivendica Trenta, che aggiunge: “Voglio stare zitta perché in questo momento potrei dire di tutto e contro tutti”, “non so se Luigi Di Maio mi abbia difeso, queste cose vanno valutate a freddo e non a caldo. Adesso ho mille pensieri contrastanti. E tanta rabbia. Ma voglio fare io una domanda”. “Il ministero della Difesa – osserva quindi – è un ministero importante, il Viminale è un ministero altrettanto importante. È opportuno che ci siano due correnti politiche in entrambi i dicasteri?”, “siamo sicuri che i tecnici siano abbastanza tecnici?”. “Il mio successore – spiega – è del Pd. Quindi devo pensare che Lamorgese lo sia. Non so cosa dire. Anzi, non mi va più di parlare. Ho da fare”.

Toninelli, diventato insieme alla Trenta bersaglio preferito dell’ex vicepremier leghista, ricorda la sua “rivoluzione autostradale“: “Mi è costata durissimi attacchi personali – scrive su Facebook l’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel suo post di commiato – Il sistema ha reagito con una campagna mediatica scientificamente pianificata contro la mia persona. Ma non importa: sapevo di essere nel giusto. Nel frattempo, abbiamo bloccato grandissima parte degli aumenti dei pedaggi per tutta la durata del mio mandato e abbiamo dato all’Autorità dei trasporti il potere di creare un nuovo sistema tariffario che dal 2020 farà anche scendere i costi al casello”. “Sapevo che l’impegno sarebbe stato al tempo stesso gravoso ed entusiasmante, ma questi 15 mesi di governo sono andati oltre ogni mia immaginazione e previsione”, aggiunge l’esponente dei 5 stelle

Tra chi saluta c’è anche il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo. “Sono stati 14 mesi molto intensi che mi hanno permesso di approfondire la conoscenza di temi tanto tecnici quanto strategici per il nostro Paese. Aver gestito importanti dossier relativi alla Difesa mi ha permesso di conoscere grandi eccellenze oltre ad avermi arricchito professionalmente”.

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