Agli atti dell’inchiesta per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega è stato depositato un video in cui vengono ripresi Finningan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort, i due giovani statunitensi accusati dell’omicidio, mentre sembrano eseguire una specie di “perlustrazione” della zona adiacente a via Federico Cesi in zona Prati. Una perlustrazione avvenuta prima dell’incontro con il sottufficiale dell’Arma e del suo collega Andrea Varriale, la notte del 26 luglio. Si tratta di una delle novità investigative sull’omicidio del carabiniere ferito a morte con 11 coltellate sferrate da Elder. Le immagini sono state riprese da una telecamera a circuito chiuso a poca distanza dall’albergo dove i due americani alloggiavano. Intanto slitta al 16 settembre l’udienza davanti al tribunale del Riesame per Natale Hjort. I suoi difensori hanno chiesto un differimento dell’udienza che era fissata per domani. Dal canto loro i difensori di Elder, reoconfesso dell’omicidio, hanno formalmente rinunciato al ricorso al tribunale della Libertà.

Intanto nei giorni scorsi nell’inchiesta sulla diffusione della immagine in cui Hjorth appariva bendato in un ufficio della caserma dei carabinieri di via In Selci, a Roma, subito dopo il fermo per l’omicidio è stata depositata una memoria in cui uno degli indagati ha spiegato che l’immagine “non doveva essere pubblicata ma era riservata ad una chat WhatsApp di soli militari dell’Arma“. In questo filone è indagato un secondo carabiniere, l’autore del bendaggio, mentre a diffondere la foto sarebbe stato un altro militare che ne sarebbe venuto in possesso pur non appartenendo al gruppo di WhatsApp e che sarebbe già stato individuato dai vertici dell’Arma.

Nel memoria si afferma, inoltre, che quando i due americani vennero fermati, la notizia fu subito condivisa sulla chat. Il maresciallo li portò, insieme ad altri militari, nella caserma di via In Selci. Fu ferito al volto perché colpito dalle testate di uno dei due giovani. Lo stesso fermato, secondo la ricostruzione del sottufficiale indagato, avrebbe continuato a dare testate anche in caserma e quindi venne bendato – non dal maresciallo, ma da un altro carabiniere – condotta che sarebbe stata approvata dai due ufficiali presenti, secondo cui si sarebbe trattato di un legittimo e proporzionato utilizzo di “strumenti di contenimento” per evitare che il giovane facesse male agli altri e a se stesso. In questa fase è stata scattata la foto a Natale, poi condivisa nella chat (“sapendola riservata unicamente a carabinieri”), sia per “rassicurare tutti” che i due erano stati arrestati, sia per “far notare che l’informazione inizialmente fornita” da Andrea Varriale, che quella notte era in servizio con Cerciello, sulla nazionalità degli aggressori “fosse totalmente inesatta“. Il giovane americano si era poi calmato ma “già da tempo era stato liberato dalla benda”.

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