“Ora basta. Lo querelo”. Giorgia Meloni si scaglia contro Raimondo Etro, 62 anni, condannato nel 1996 a 24 anni e 6 mesi per concorso nel sequestro e nell’omicidio di Aldo Moro e nell’eccidio della scorta. Alla base dell’azione legale annunciata dalla leader di Fratelli d’Italia, gli insulti social che l’ex brigatista le ha rivolto negli ultimi giorni. In uno degli ultimi post, quello che ha fatto perdere la pazienza all’ex ministro della Gioventù, è allegata una foto di Meloni ai tempi della gravidanza, con un commento fortemente dispregiativo a sfondo sessuale. “Invece di passare il resto dei suoi giorni dentro una cella a vergognarsi – ha scritto la parlamentare su Facebook – questo mezzo uomo passa le sue giornate comodamente a casa, mantenuto da voi con il reddito di cittadinanza, a insultare di qua e di là. Io sono il suo bersaglio preferito, e siccome mi sono stufata ho deciso di querelarlo“.

Etro, che nei suoi due profili Facebook si definisce letteralmente “psicopatico, disadattato e scassacazzi” ma anche “antifascista, anticomunista e anticlericale”, nei suoi post non risparmia insulti, anche a sfondo sessuale, a diversi esponenti politici, fra cui Maria Elena Boschi, Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Daniela Santanché e la stessa Meloni. “Tutta Italia deve leggere lo schifo che scrive questo essere”, ha detto la leader Fdi. Nel suo ultimo post, successivo a quello di Meloni, Etro ha pubblicato la canzone “Pietre” di Gian Pieretti. “Sì, ma tu le hai prese in testa, gli ha scritto qualcuno nei commenti.

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