“Ciao guerriera” e poi un lungo applauso. Così la folla ha salutato la bara bianca con il feretro di Nadia Toffa, all’uscita dalla chiesa. In moltissimi infatti, si sono radunati nella piazza della cattedrale di Brescia per dare l’ultimo saluto alla conduttrice de Le Iene scomparsa il 12 agosto scorso dopo una lunga battaglia contro il cancro. A celebrare i funerali è don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano, comune della provincia di Napoli noto per far parte della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Lacrime e commozione sui volti dei presenti: colleghi, amici, personaggi del mondo dello spettacolo, ma anche tante persone che hanno seguito con affetto Nadia nella sua lotta contro quel male incurabile che la colpì nel dicembre del 2017. Prima dell’inizio della cerimonia, l’ideatore de Le Iene e autore televisivo Davide Parenti ha deposto sulla bara bianca la cravatta nera, simbolo della redazione del programma.

“Per me oggi celebrare questa messa è molto difficile ma noi abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di questa ragazza. Nadia non si è vergognata della sua malattia, qualcuno non lo ha compreso. Come si fa a comprendere una ragazza bella e sveglia che dice ‘porto una parrucca’?”, ha detto don Maurizio nell’omelia. “Lei ha avuto il coraggio di dire questa è una parrucca. Nadia, hai raccontato la tua paura, le tue speranze, la tua è stata vita sino all’ultimo respiro. Hai capito che la vita è vita anche quando si fa pesante”, ha aggiunto.

“Sei stata coraggiosa e umile, sei stata una ‘iena’, ma anche una colomba. Sei stata forte, ma a me non me la dai a bere, sei stata forte ma anche così fragile, sei stata una donna amante della giustizia. Sei stata capace di mettere l’Italia sotto sopra, l’Italia in subbuglio in questi giorni, sei stata capace di unire nord e sud, la terra dei fuochi con Brescia, sei entrata nel cuore di tutti. Ma non perché andavi in tv. Nadia non è stata solo apprezzata e stimata, ma è stata amata, il che è tutta un’altra cosa”, ha aggiunto il parroco.

“Non voglio ricordare la ‘Iena’ che tutti conosciamo o la guerriera ma la mia cara zia, che aveva fiducia in me, che mi rincorava e che trovava sempre tempo per darmi consigli e tanto tanto sostegno. Avrei voluto godere di più del tuo amore, mi ripeteva sempre di essere forte e di sorridere alla vita perché è sempre bella e io lo farò per lei. Cara zia Nadia, rappresenti per me un modello di donna straordinaria, molto molto coraggiosa, sono fiera di essere tua nipote e spero di somigliarti un pochino”. E’ questo il discorso letto con grande commozione dalla nipote di Nadia nel corso della cerimonia.

“In punta di piedi ma con sincero affetto vorrei farmi vicino ai familiari di Nadia Toffa, condividere nella speranza per quanto mi è possibile il loro grande dolore”, ha detto il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada leggendo un suo messaggio nel corso della cerimonia. “Mi affianco – è il pensiero del Vescovo – ai suoi colleghi di lavoro e alle tante persone che l’hanno conosciuta, per rendere onore al suo indomito coraggio, al suo sorriso gentile, alla sua lotta contro la disonestà, ma sopratutto la sua passione per la vita, la vita vera“.

Il ricordo dei colleghi – “Siamo una famiglia, l’abbiamo vista arrivare, sgomitare, era la mia famiglia”. Così il collega di Nadia Toffa Giulio Golia visibilmente commosso ha risposto ai cronisti fuori dal Duomo di Brescia. “Quando è tornata in video ho provato stupore e ammirazione per come ha reagito davanti a quello che aveva“, ha detto Matteo Viviani. “La gente l’amava perché era autentica e l’ha capito. Se c’è una cosa che va valorizzata di Nadia è che, in un’epoca come questa, piena di odio, di senso di rivalsa, di cattiveria e di rabbia esplosiva Nadia, organizzandosi bene e documentandosi ha convogliato tutta questa avversità in qualcosa di concreto”, ha aggiunto l’ex “iena” Enrico Lucci.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Nadia Toffa, il duomo gremito per l’ultimo saluto: il lungo applauso all’arrivo della bara

prev
Articolo Successivo

Riccardo Fogli, dopo l’esperienza all’Isola dei Famosi annuncia: “Lascio la tv”

next