Da Luchino Visconti a Ferzan Özpetek, in una carriera da signora elegante del grande schermo. Il cinema italiano dice addio a Ilaria Occhini. L’attrice fiorentina, 85 anni, si è spenta ieri pomeriggio. Nipote per parte materna dello scrittore Giovanni Papini – e figlia dello scrittore Barna Occhini – ha avuto una carriera lunghissima, debuttando nel cinema a soli 19 anni nel film “Terza liceo” (facendosi chiamare Isabella Redi) prima di diplomarsi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, a Roma. Nel 1957 ha debuttato in teatro, diretta da Luchino Visconti, Orazio Costa e Giuseppe Patroni Griffi, per poi affermarsi anche in televisione, per la regia di Anton Giulio Majano nelle riproposizioni de “L’Alfiere” e “Jane Eyre“.

Sposata per più di 50 anni con lo scrittore Raffaele La Capria, ha avuto una seconda giovinezza in termini di popolarità a partire dagli anni ’90, affermandosi in “Benvenuti in casa Gori“, di Alessandro Benvenuti, parte che le ha permesso di ottenere anche il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista. I più giovani la ricorderanno nel ruolo della madre nelle quattro stagioni della fiction di Rai 1 “Provaci ancora prof!“, ma soprattutto in due perle del cinema contemporaneo come “Mar Nero” di Federico Bondi – con vittoria del Pardo d’Oro 2008 – e, soprattutto, “Mine Vaganti” del regista italo-turco Ferzan Özpetek, ruolo per il quale ha ottenuto il David di Donatello 2010 e, contestualmente, il Nastro d’argento alla carriera.

La Occhini si è impegnata anche in politica al seguito di Marco Pannella e dei Radicali dagli anni ottanta – due le candidature: una alle politiche del 1987 e una alle europee del 2004 con Emma Bonino – mentre nel 2008 ha aderito alla lista Pro Life di Giuliano Ferrara, accettando la proposta di presentarsi nel collegio del Lazio.

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