La Libia? “Non è un porto sicuro, lavoriamo a corridoi umanitari per mettere in salvo i rifugiati da veri e propri campi di concentramento”, spiega il presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera, il pentastellato Giuseppe Brescia, nel corso di un convegno alla Camera. Eppure, di respingere la proroga delle missioni internazionali, inclusi gli accordi con la stessa Libia per contenere il flusso dei migranti, non se ne parla: “Lanciare un segnale e stracciare gli accordi? In tutta onestà non è porto sicuro, ma interrompere i rapporti non è possibile. È un Paese strategico, si deve trovare una modalità di cooperazione per mettere in salvo i rifugiati con gli aerei”. Eppure, precisa, non solo in Italia, ma “nei Paesi europei”.  Un ragionamento che Brescia difende: “Un paradosso? No, non è tutto bianco o nero”.

Né Brescia attacca il Carroccio sul decreto Sicurezza bis, dopo aver espresso invece iniziali perplessità ai tempi dell’approvazione a Montecitorio della prima versione, tra i malumori e le assenze nel gruppo M5s. “Non vedo tutti questi rischi. Lo voteremo? Lo perfezioneremo in commissione, poi vedremo”, taglia corto. Al contrario, il presidente della Commissione Affari costituzionali boccia il muro evocato da Salvini e dal governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga in Slovenia: “Non sta in piedi, assurdo e anacronistico”.

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