Prima o poi l’argentino Mauro Colagreco e il Mirazur di Mentone dovevano arrivare primi. Detto, anzi cucinato, fatto. Miglior chef al mondo per il 50 Best Restaurant 2019. È un cuoco stellato dai forti contrasti, Colagreco. Un ragazzo, perché a 43 anni in un settore in cui si sta dietro i fornelli anche a 70 sei quasi un pivello, che compone e ricompone una cosmologia culinaria non ossessionata da tradizioni nel suo spazio vetrato vista mare nemmeno da tantissimo. La scuola è francese (sous chef per Passard e Duchasse) mentre il rischio d’impresa e di ingegno risale soltanto al 2006. Nel 2007, pensate un po’, è già alla stella Michelin. Nel 2009 entra, anche se lontanino dalla vetta, nella classifica dei 50 Best Restaurant per la prima volta. Nel 2012 seconda stella Michelin. La terza nel 2019.

Praticamente un carro armato di riconoscimenti ufficiali. E dire che la sua cucina è comunque leggera, spassosa, esuberante, addirittura frizzantina. C’è molto orto (agrumi, verdure di stagione sempre), c’è molta terra (funghi, tartufi), molti francesissimi formaggi e formaggetti, e c’è soprattutto, nella brigata del Mirazur, quello strano innesto tra Italia e Francia e tra mare e montagna (sempre che le Alpi Marittime bollenti anche ad ottobre possano essere definite tali). E poi i piatti di Colagreco sono tra quelli che nel giro che conta si fanno parecchio “guardare”. Prendi la Salade de Betterave che pare un quadro astratto difficile da toccare, scomporre e infilzare con la forchetta. Ma anche una composizione come Cannelloni Crab che è sempre sembrata una pittura naturalista del ‘700. “Cerco, studio, provo”, è il motto di Colagreco, argentino di nascita, ma con uno strascico di parenti italiani da Carramba che sorpresa! Il Mirazur offre due opzioni: Il Risveglio dei sensi a 160 euro, e il Mirazur Universe a 260. Parecchio, anche se non un’enormità. Mentre, curiosità del web, su Tripadvisor, fatica a stare tra i primi dieci ristoranti non di Francia, ma solo di Mentone.

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