Il pg della Cassazione, Riccardo Fuzio, che cinque giorni fa ha avviato l’azione disciplinare nei confronti dei consiglieri togati del Csm, ha chiesto la sospensione facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio di Luca Palamara, l’ex presidente della Anm indagato a Perugia per corruzione e altri reati.

La sezione disciplinare del Csm si pronuncerà sulla richiesta il 2 luglio prossimo. Il provvedimento è stato chiesto il 12 giugno scorso ed è di natura cautelare cioè destinato a intervenire prima che si celebri il processo disciplinare. In questi giorni anche il nome di Fuzio è comparso nelle carte inviate dagli inquirenti umbri al Consiglio superiore della magistratura sugli incontri e le “manovre” di due deputati del Pd, Luca Lotti (imputato a Roma per favoreggiamento) e Cosimo Ferri, con i togati del Csm per indirizzare le nomine dei capi delle procure. In particolare quella di Roma. 

Finora al Csm erano state inviate le trascrizioni operate col trojan installato sul cellulare di Palamara fino al 16 maggio. Sono quelle che documentano l’incontro tra l’8 e il 9 maggio per discutere le manovre da seguire per nominare il nuovo procuratore di Roma tra il pm, i deputati del Pd Luca LottiCosimo Ferri (il primo imputato dalla procura di Roma, il secondo magistrato in aspettativa e storico leader di Magistratura Indipendente) e cinque consiglieri del Csm: sono Corrado CartoniAntonio LepreLuigi SpinaGianluigi Morlini – che si sono già dimessi – e Paolo Criscuoli, che è solo autosospeso. Successivamente sono stati inviati altri documenti. Nelle nuove cart si riporta l’esistenza di una conversazione risalente al 27 maggio tra lo stesso Palamara e Fuzio, entrambi della corrente Unicost. Per gli inquirenti il pg della Cassazione viene citato anche in un’altra conversazione, quando Palamara parla con Spina, l’ormai ex consigliere del Csm che gli aveva rivelato di essere sotto inchiesta a Perugia. Spina sta raccontando a Palamara che a Palazzo dei Marescialli sono arrivate le carte dell’indagine umbra. 

Spina: “Il comitato di presidenza ha mandato in busta chiusa ai presidenti della Quinta e della Prima”.
Palamara: “Eh, ma perché alla Quinta?”.
Spina: “E che c… ne so. Anche dalla Quinta… secretata”.
Palamara: “Ah, allora…”.
Spina: “Non può passa…”.
Palamara: “Allora Riccardo ma che c… ha fatto“.
Spina: “Non c’ è Riccardo…c…, Riccardo non c’ è è questo il punto… Riccardo non ci sta, io l’ ho avvisato… Riccardo non ci sta … sta all’ estero”.
Palamara: “Ah, allora è grave… dai questo è grave”.

Per gli investigatori il Riccardo citato è Fuzio, pg della Cassazione e dunque membro di diritto del Csm, esponente di Unità per la Costituzione, la stessa corrente di Palamara e Spina. Quando i due vengono intercettati effettivamente Fuzio è all’estero. Poi, però, riesce a incontrare Palamara il 27 maggio: il colloquio è ancora top secret. Anche oggi, Repubblica e Corriere, hanno riportano altre intercettazioni in cui è citato direttamente il pg della Cassazione, Riccardo Fuzio. Avrebbe incontrato Luca Palamara, il pm sotto inchiesta, il 27 maggio, e i toni del dialogo tra i due non sarebbero stati di “opportuna distanza”. A citare Fuzio – chiamato con il semplice nome di battesimo – era stato il 16 maggio lo stesso Palamara. L’ormai ex consigliere del Csm, Luigi Spina, rivela a Palamara l’avvio della pratica nei suoi confronti a Palamara. Che chiede: “Riccardo cosa ha detto? “Spina : “Riccardo è all’ estero… mi sono messaggiato“. Palamara : “Ah e tu hai detto a Riccardo… hai detto di non fare niente”. Spina : “Mi sono messaggiato”.  Palamara: “E che ha detto?”. Spina : “Ha detto a te non fa… “digli di non fare niente e quando torno lo chiamo“..questo mi ha scritto”. Palamara : “No io non faccio proprio niente”. Spina : “Riccardo evidentemente… sarà arrivata al consiglio… oggi sarà arrivata pure a lui”. Restano ancora top secret i colloqui tra Fuzio e Palamara. Il pg della Cassazione non solo è il titolare dell’azione disciplinare e ma componente di diritto del consiglio di presidenza del Csm insieme al vicepresidente David Ermini e al primo presidente di Cassazione Giovanni Mammone.