Il presidente dell’Anm Pasquale Grasso si è dimesso dopo le accuse di aver avuto una reazione troppo morbida di fronte allo scandalo che ha travolto il Csm in questi giorni. Il magistrato, intervenendo davanti al Comitato direttivo centrale convocato d’urgenza, ha esordito dicendo di essere pronto ad andare avanti a patto di una “condivisione della sua linea politica”, ma subito dopo Area, Unicost e AeI hanno chiesto apertamente il suo passo indietro. “Vi ho ascoltato tutti. Vi comprendo e vi rispetto. Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me“, ha detto a quel punto Grasso rivolgendosi ai colleghi. “Potrei osservare che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta. Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato (Pier Paolo Pasolini ndr), che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l’uomo morale dice no a se stesso”. Sempre oggi, il segretario di Magistratura Indipendente Antonello Racanelli ha scritto un messaggio ai colleghi nella mailing list annunciando le sue dimissioni: “Comunico che ieri durante una riunione di segreteria ho presentato le dimissioni irrevocabili dell’incarico di segretario di Magistratura Indipendente”, si legge.

Grasso è stato fortemente criticato per la gestione dello scandalo del Csm: dopo le pubblicazioni delle intercettazioni che mostrano le manovre dei cinque magistrati per la nomina del procuratore di Roma e il coinvolgimento dell’ex ministro Pd Luca Lotti (che dalla procura di Roma è stato rinviato a giudizio), il presidente ormai dimissionario aveva in un primo momento scelto di temporeggiare. Intervistato da la Stampa nelle ore successive alla diffusione delle prime notizie, aveva parlato di relazioni “fisiologiche” tra consiglieri del Csm, esponenti delle associazioni e della politica. Da lì i primi malumori, con le assemblee distrettuali piemontese, lombarda e campana che hanno chiesto il passo indietro dei magistrati coinvolti e si sono dissociate dalle frasi del presidente. Poi, in un secondo momento, Grasso si è dimesso da Magistratura Indipendente quando la corrente ha deciso di blindare i consiglieri autosospesi, ma ha scelto comunque di non lasciare automaticamente la presidenza dell’Anm. Una situazione anomala, che ha portato allo scontro finale questa mattina nel corso del Comitato direttivo centrale.

Nell’intervento di apertura dei lavori, Grasso aveva detto che, senza una posizione unitaria, si sarebbe fatto da parte, “non avendo intenzione di invelenire una situazione già molto complicata. Chiedo a tutti, però, una posizione chiara e un’assunzione di responsabilità”. Il presidente ormai dimissionario aveva esplicitamente detto di voler evitare un “voto comunque divisivo”: “Mi farò da parte, ripeto, alla percezione della semplice richiesta di dimissioni che provenisse da una parte apprezzabile dei presenti, senza volontà di imporre un voto che sarebbe comunque divisivo”, è stato il suo discorso in apertura dei lavori. “Confido in una condivisione della mia linea politica e non in una spaccatura per gruppi, che testimonierebbe ancora una volta la prevalenza, a mio avviso controproducente e insensata, nel nostro consesso di una parte su altra. Confido nella capacità di tutti di dimostrare con i fatti, e non solo con le parole, la volontà di essere promotori di un reale cambio di passo, di voler essere persone che rappresentano persone. Persone che hanno bisogno di noi per mettere nero su bianco il proprio disagio. Ne hanno bisogno e urgenza”.

A quel punto però, la blindatura della sua poltrona non c’è stata e al contrario è iniziata una dura resa dei conti. Subito dopo è intervenuto Giovanni Tedesco (Area): “Magistratura Indipendente è chi ha chiesto a chi si era autosospeso di tornare a fare il proprio splendido lavoro. Questa è magistratura Indipendente!”, ha detto. “Saremo pronti a riaccogliervi in una giunta unitaria quando il vostro gruppo e i colleghi che rappresentate saranno veramente cambiati”. Per AeI è intervenuto Francesco Valentini: “Siamo di fronte a una vicenda catastrofica. Abbiamo il tentativo di una parte politica di mettere le mani sulle procure più importanti d’Italia. Abbiamo una politica che cerca di impossessarsi degli uffici giudiziari e tendere la sua mano sull’autonomia. Abbiamo un tentativo della politica che si salda sulle ambizioni individuali. Dal presidente Anm – ha attaccato – abbiamo avuto solo una serie di distinguo, non ne avevamo bisogno. Grasso non ha saputo gestire qual momento e il momento successivo. La decisione di uscire di MI non è compatibile con il ruolo di presidente Anm”. Angelo Renna, di Unicost, infine, ha parlato “di una vera Caporetto“.

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