Primo passo verso lo sblocco degli ammortizzatori sociali per i 1.800 lavoratori di Mercatone Uno lasciati a casa dalla sera alla mattina dopo il fallimento della Shernon Holding, la società guidata da Valdero Rigoni a cui dall’agosto 2018 facevano capo 55 punti vendita del gruppo della distribuzione di mobili. Il tribunale di Bologna ha comunicato oggi al ministero dello Sviluppo “la disponibilità all’autorizzazione condizionata per l’approvazione del programma di cessione che verrà presentato dai commissari di Mercatone Uno”. Secondo il Mise è il “percorso propedeutico allo sblocco degli ammortizzatori” e “successivamente partirà la fase di reindustrializzazione per garantire un futuro certo ai lavoratori”.

I commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari hanno fatto sapere che “presenteranno a breve l’istanza al ministero per concludere l’iter delineato dal Tribunale di Bologna per la retrocessione all’amministrazione straordinaria dei compendi aziendali e rendere così possibile l’accesso dei dipendenti agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge”.

L’annuncio arriva dopo che i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno sollecitato un intervento urgente di via Veneto perché “sono trascorsi ormai oltre 10 giorni dall’incontro al Mise per affrontare la drammatica situazione che si è aperta con la sentenza di fallimento di Shernon Holding”. Il tavolo di confronto al ministero per lo Sviluppo si è aperto il 27 maggio. “In quella riunione – ricordano i sindacati – il ministro Luigi Di Maio è intervenuto impegnandosi a fare tutto il possibile, e celermente, affinché i 55 punti vendita e i 1.860 lavoratori coinvolti ritornassero in capo all’amministrazione Straordinaria, per consentire a lavoratrici e lavoratori di accedere alla cassa integrazione, per dare loro continuità di reddito”. “Alla luce delle comunicazioni e documenti già prodotti e degli impegni assunti in sede di confronto con il Mise abbiamo bisogno che si formalizzi il rientro in amministrazione straordinaria. Ogni ulteriore ritardo produce una situazione difficile da gestire, lasciando nello sconforto 1.860 lavoratori e lo loro famiglie, i lavoratori dell’indotto, con inevitabili pesanti problemi anche per i fornitori, i loro dipendenti, i numerosi clienti che si sentono beffati”, si legge nella nota.

Intesa Sanpaolo nel frattempo ha comunicato che sospenderà le rate di mutui e prestiti personali per un periodo fino a 12 mesi ai suoi clienti che sono tra i 1.800 lavoratori del gruppo Mercatone Uno.

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